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SpaceX verso il primato tra i clienti NVIDIA Vera Rubin nel 2027

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Sarà SpaceX il cliente più grande di NVIDIA per i nuovi sistemi Vera Rubin nel 2027. È la previsione di Jeff Pu, analista della società finanziaria coreana GF Securities. L’azienda di Elon Musk, che ormai si presenta anche come fornitore di servizi di cloud computing, aveva chiesto 30.000 rack NVL72 ma dovrà accontentarsi di 20.000 unità. Una quantità comunque sufficiente a garantirle il primo posto tra gli acquirenti, con circa il 21% della domanda complessiva prevista per quell’anno.

Musk, il debito e la sfida dei neocloud

Il rapporto arriva pochi giorni dopo una serie di dichiarazioni molto nette di Musk sul settore dei neocloud, in un momento in cui cresce la preoccupazione per l’indebitamento delle aziende che lo compongono. Le software house tradizionali si sono sempre appoggiate a data center costruiti attorno ai processori classici. Chi sviluppa intelligenza artificiale, invece, si rivolge spesso a infrastrutture specializzate, appunto i neocloud, pensate per far girare enormi quantità di GPU.

Nel fine settimana Musk ha spiegato che SpaceX ha raccolto 40 miliardi di dollari di debito, pari a circa 35 miliardi di euro, per finanziare l’acquisto delle costose GPU di NVIDIA. Secondo l’imprenditore l’operazione è stata possibile grazie all’alto merito di credito della società. Ha poi aggiunto che i mercati del debito non sono affatto benevoli con chi non dispone di una fonte di ricavi alternativa, e ha previsto che oltre 200 neocloud andranno incontro a una vera e propria moria seguita da un’ondata di consolidamento. Qualcuno si salverà, ha detto, ma non saranno in molti.

I numeri dei rack Vera Rubin NVL72

Il documento di Pu offre un’idea di dove potrebbe finire almeno una parte di quei soldi. Secondo l’analista il mercato potenziale dei rack Vera Rubin NVL72 dovrebbe attestarsi a 73.000 unità entro la fine del 2026 e salire a 96.000 alla fine del 2027. Proprio guardando alle stime del prossimo anno emerge il ruolo di primo piano di SpaceX, destinata a diventare il principale compratore di questi sistemi.

La richiesta iniziale era di 30.000 rack, ma l’allocazione concessa da NVIDIA si ferma a 20.000. Allargando lo sguardo, i sei principali neocloud dovrebbero assorbire 34.000 dei 96.000 rack disponibili, cioè il 35% della domanda dell’intero settore. Altri fornitori di servizi come CoreWeave avranno invece una fetta decisamente più piccola del totale.

C’è poi la questione dell’assemblaggio finale. NVIDIA produce le GPU Vera Rubin, ma a montarle all’interno dei rack come l’NVL72 sono i produttori su commessa. Tra questi spicca la taiwanese Foxconn, che secondo l’analista di GF Securities si sarebbe aggiudicata fino al 45% degli ordini legati ai data center di SpaceX. Non si tratta di forniture economiche. Un singolo rack NVL72 costerebbe parecchio, con stime che superano spesso i milioni di dollari anche a causa dei prezzi record delle memorie, in un mercato dove l’offerta fatica a stare dietro alla domanda.

Le prospettive per VR200 e VR300

Pu ha riassunto anche lo stato di avanzamento della produzione. La piattaforma Vera Rubin starebbe crescendo con una resa al primo passaggio superiore all’85%, e un’ulteriore accelerazione è attesa nel primo trimestre del 2027. Per il 2026 l’analista stima 67.000 rack basati su GB200 e GB300 a cui si aggiungono 6.000 unità VR200. Nel 2027 il quadro cambia. A trainare la maggior parte della crescita dovrebbero essere proprio VR200 e le prime unità VR300, la versione Ultra della famiglia Vera Rubin, che inizieranno ad affiancarsi ai modelli già in produzione.

Fonte: TecnoAndroid

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