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Garmin archivia un altro trimestre record e conferma che il 2026 resterà un anno speciale per i suoi conti. I risultati finanziari del terzo trimestre 2026 parlano chiaro: fatturato mai così alto per il periodo, spinto ancora una volta dagli smartwatch e dagli altri dispositivi indossabili, e previsioni per l’intero anno ritoccate di nuovo verso l’alto. L’azienda elvetica e statunitense, insomma, continua a correre senza rallentare.
Nel trimestre chiuso a settembre i ricavi hanno toccato circa 1,7 miliardi di euro, il 12% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Ancora più marcata la crescita dell’utile operativo, salito del 34% fino a circa 525 milioni di euro. A fare la differenza sono stati soprattutto i segmenti Fitness e Outdoor, entrambi in salita, con la società che ha indicato in modo esplicito la forte domanda di dispositivi indossabili e di orologi pensati per l’avventura come motore principale.
Fitness e Outdoor, i due pilastri della crescita
La divisione Fitness ha generato circa 595 milioni di euro contro i 515 milioni di un anno fa. Nei documenti ufficiali Garmin cita tra i protagonisti la CIRQA Smart Band, la fascia senza schermo lanciata a luglio che si colloca a metà strada tra un fitness tracker tradizionale e Whoop. Si tratta di un prodotto su cui l’azienda continua a lavorare con aggiornamenti frequenti, come quello di settembre che aveva portato una lunga lista di novità, fino all’ultimo rilascio che ha aggiunto la vibrazione per notifiche e chiamate in arrivo, inizialmente assente.
Ha fatto persino meglio il comparto Outdoor, arrivato a circa 510 milioni di euro con un balzo del 20% su base annua. Qui la spinta è arrivata dagli smartwatch per l’avventura e non è un caso che il periodo abbia coinciso con il debutto della nuova famiglia Fenix 9. Sommando le due divisioni si superano di poco 1,1 miliardi di euro, pari a circa il 65% del fatturato complessivo. Va però ricordato che entrambi i segmenti includono anche prodotti diversi da orologi e fitness tracker.
Il dato che colpisce di più riguarda comunque la redditività. Il segmento Fitness ha prodotto un utile operativo di circa 200 milioni di euro con un margine del 33%, mentre Outdoor si è spinto a circa 200 milioni con un margine del 39%. In pratica le due divisioni hanno generato quasi 400 milioni dei circa 525 milioni di utile operativo totale del trimestre.
Anche i numeri generali risultano in netto miglioramento. Il margine lordo è salito al 63,3% dal 59,1% di un anno fa, mentre quello operativo è passato dal 25,8% al 30,8%. Una parte di questo progresso però non dipende dalle vendite, visto che circa 28 milioni di euro del beneficio sul margine lordo arrivano da rimborsi di dazi pagati in precedenza. Hanno contribuito anche costi di produzione più bassi e un mix di prodotti più favorevole, quindi la crescita dei margini non si spiega soltanto con la vendita di modelli più costosi.
Garmin rivede al rialzo le stime per il 2026
Forte di questi risultati, l’azienda ha aggiornato ancora una volta le previsioni per il 2026. Ora si aspetta ricavi per circa 7 miliardi di euro, contro i 6,9 miliardi indicati a luglio, un utile per azione pro forma di circa 9,30 euro rispetto agli 8,60 euro della stima precedente e un margine operativo del 29%.
Il ritocco piuttosto contenuto sul fatturato, accompagnato da un aumento ben più deciso dell’utile per azione, lascia pensare che la società conti di mantenere fino a fine anno la redditività elevata vista negli ultimi mesi.
Secondo l’amministratore delegato Cliff Pemble, Garmin sta registrando un buon slancio in vista della stagione degli acquisti natalizi. Del resto buona parte della gamma premium di smartwatch è già stata rinnovata, come dimostrano anche le numerose funzioni arrivate nel corso del terzo trimestre. Altri dettagli potrebbero emergere dalla conference call con gli analisti, dove la parte dedicata a domande e risposte offre di solito più spunti del comunicato ufficiale.
Fonte: TecnoAndroid


