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SpaceX Starship, al volo 15 la cattura di entrambi gli stadi

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SpaceX proverà a catturare entrambi gli stadi di Starship già al prossimo volo di prova e intanto fissa obiettivi di cadenza che fino a poco tempo fa sembravano lontanissimi. Le novità sono arrivate durante la conferenza sui risultati finanziari di martedì pomeriggio, dove però il razzo non è stato il protagonista assoluto. Oggi l’azienda si presenta soprattutto come una società di dati impegnata a fornire enormi quantità di potenza di calcolo per l’intelligenza artificiale, e i dirigenti hanno dedicato gran parte del tempo ai piani per mettere in campo fino a 10 GW di capacità di calcolo nel 2027. A terra, per giunta.

I discorsi visionari sugli esseri umani su Marte e sulla colonizzazione del pianeta rosso appartengono ormai a un’altra stagione. Adesso quasi tutto ruota attorno all’intelligenza artificiale e ai dati necessari a sostenerne la crescita. Le ambizioni di lungo periodo, cioè offrire servizi di dati dallo spazio prima con la costellazione Internet Starlink e poi con la costellazione di data center “Starmind”, hanno comunque bisogno di un razzo vero. E quel razzo è Starship.

Durante la call il fondatore Elon Musk e la presidente e direttrice operativa Gwynne Shotwell hanno indicato nuovi traguardi per il veicolo. Sono passate poco più di tre settimane dal quattordicesimo volo di prova del gigantesco lanciatore, andato complessivamente bene nonostante qualche problema con i motori Raptor. Secondo Musk i dati raccolti bastano per tentare la cattura sia del primo stadio Super Heavy sia dello stadio superiore nel prossimo volo. Il successo, a suo dire, è “più probabile che no”, e in caso di fallimento l’azienda può contare su hardware in abbondanza. Entrambe le catture avverrebbero a Starbase, il sito di lancio nel Texas meridionale, e il quindicesimo volo è previsto per novembre.

SpaceX Starship: il nodo del rientro sopra la terraferma

Uno degli ostacoli principali riguarda le autorizzazioni. Per tornare al sito di lancio Starship deve sorvolare la terraferma, compreso il nord del Messico. “Abbiamo avuto un confronto significativo e costruttivo con la FAA e ci aspettiamo che la licenza per il volo 15 includa il ritorno al sito di lancio e la cattura con la torre per entrambi gli stadi”, ha spiegato Shotwell.

Dopo questo test, sempre secondo la presidente, la compagnia proverà a far volare di nuovo uno stadio superiore già usato all’inizio del prossimo anno. Nei primi mesi del 2027 punta anche a completare la prova di rifornimento in orbita, rinviata più volte. Il trasferimento di propellente da una Starship all’altra è una tappa cruciale per SpaceX e per la NASA, perché deve dimostrare che il veicolo può essere rifornito in orbita terrestre bassa in vista delle missioni lunari. Un’operazione di questa portata non è mai stata realizzata. Servono dati sull’efficienza dei trasferimenti e sulla velocità con cui ossigeno liquido e metano evaporano nello spazio, informazioni che permetteranno di stimare meglio quanti lanci occorrono per far atterrare Starship sulla Luna nell’ambito del programma Artemis.

L’obiettivo dei lanci settimanali

Nel breve periodo la priorità è aumentare il ritmo dei voli e spingere al massimo il riutilizzo del veicolo, che è proprio la condizione per riuscirci. Musk, noto per tempistiche spesso molto ottimistiche, prevede che Starship arrivi a una cadenza settimanale nella prima metà del 2027 e a due lanci a settimana nella seconda metà dell’anno. Molto dipenderà da quanto il razzo potrà essere riutilizzato.

“La frequenza dei lanci di Starship aumenterà in modo drastico man mano che risolveremo il problema della riutilizzabilità rapida e completa“, ha detto Musk. “All’inizio servirà un po’ di manutenzione tra un volo e l’altro, poi elimineremo questa necessità così da poter far atterrare il razzo e lanciarlo di nuovo subito, proprio come un aereo.”

Questa almeno è la visione. Nessuno ha mai ottenuto la piena riutilizzabilità di un razzo orbitale, quindi gli ingegneri dell’azienda dovranno superare ostacoli importanti, anche se col tempo potrebbero avvicinarsi parecchio all’idea di lanciare, recuperare e far ripartire i vettori.

Nel 2027 Starship sarà impiegata soprattutto per carichi della stessa SpaceX. Shotwell ha confermato che proseguiranno i lanci dei satelliti Starlink V3, della seconda generazione di satelliti “mobile” che offrono connettività diretta ai cellulari e dei prototipi dei data center Starmind. Durante la conferenza né Musk né Shotwell hanno toccato la questione della controversa limitazione delle capacità di Starlink per l’Ucraina nella guerra contro la Russia, e nemmeno gli analisti finanziari l’hanno sollevata.

Fonte: TecnoAndroid

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