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Spacedesk: il vecchio portatile diventa un secondo monitor gratis

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Un vecchio portatile chiuso in un armadio può avere ancora molto da dare, e non soltanto come computer di riserva. Esiste infatti la possibilità di trasformarlo in un secondo monitor per il PC principale, senza spendere un euro in nuovo hardware e affidandosi a un software gratuito. Un modo semplice per ridare utilità a una macchina che sembrava aver chiuso la sua carriera.

Capita a molti di tenere da parte un notebook ormai datato. In parte succede per affetto, perché anche con oggetti del genere si finisce per creare un legame. In parte per una questione pratica: anche se è diventato lento e la batteria è ormai esausta, si pensa che possa sempre fare da “muletto” in caso di emergenza. Il risultato però è quasi sempre lo stesso, con il computer che resta lì a prendere polvere e viene acceso di rado, ammesso che venga acceso.

Perché il vecchio portatile può tornare utile ogni giorno

Eppure un buon motivo per rispolverarlo c’è, e potrebbe perfino portarlo a un utilizzo quotidiano. L’idea è quella di sfruttare il suo schermo come display aggiuntivo accanto a quello del computer principale. Chi lavora con più finestre aperte, documenti da confrontare o programmi da tenere sempre sotto controllo sa bene quanto possa fare comodo avere più spazio a disposizione. E poterlo ottenere recuperando un dispositivo già in casa rende la cosa ancora più interessante.

Il punto chiave è proprio questo: non serve acquistare un monitor esterno né altri accessori. Il vecchio portatile diventa così una sorta di schermo extra, restituendo dignità a un apparecchio che altrimenti resterebbe inutilizzato. Una seconda vita, insomma, che passa interamente dal software.

Il limite della porta HDMI e la soluzione Spacedesk

Il primo ostacolo da superare riguarda un’idea che a molti viene spontanea, cioè collegare i due notebook con un semplice cavo HDMI. Purtroppo non funziona. Sulla quasi totalità dei portatili quella porta è un’uscita video, pensata per inviare l’immagine verso un monitor o un televisore e non per riceverla. In pratica il computer può mandare il segnale all’esterno ma non accettarlo in ingresso, e collegare due macchine in questo modo non porta da nessuna parte.

Per sfruttare lo schermo del vecchio computer bisogna quindi passare per un programma dedicato. Tra le soluzioni più interessanti spicca Spacedesk, un’applicazione gratuita che consente di usare un altro PC, un tablet o un dispositivo compatibile come display aggiuntivo. È proprio grazie a questo strumento che il notebook dimenticato può trasformarsi in un secondo monitor affiancato al computer principale, senza alcuna spesa per nuovo hardware.

La flessibilità di Spacedesk sta anche nel fatto che non si limita ai portatili. Lo stesso approccio vale per tablet e altri dispositivi compatibili, che possono a loro volta diventare uno schermo in più. Per chi ha in casa un vecchio laptop, però, l’applicazione rappresenta uno dei modi più diretti per rimetterlo in funzione con uno scopo concreto, aggirando il limite della porta HDMI che sui portatili resta un’uscita e non un ingresso video.

Fonte: TecnoAndroid

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