SORA-Q, il piccolo rover giapponese grande appena 8 centimetri, ha già camminato sulla Luna e in pochi se ne sono accorti. Un robottino che ricorda da vicino i celebri Transformers, capace di muoversi da solo sulla superficie lunare, scattare immagini a colori e rispedire dati verso la Terra. Roba che, vista da fuori, sembra uscita da un cartone animato. Eppure è successo davvero.
Un rover minuscolo con il cuore da esploratore
La cosa più sorprendente è proprio la taglia. Otto centimetri di larghezza, niente di più. Eppure questo rover giapponese è riuscito a fare tutto da sé, senza bisogno di comandi continui da Terra. Si è spostato sul suolo lunare, ha fotografato l’ambiente attorno a sé e ha trasmesso quelle immagini grazie alla collaborazione con un secondo robot che gli faceva da ponte. Una specie di lavoro di squadra in miniatura, a centinaia di migliaia di chilometri da casa.
Il design poi è quello che colpisce di più. SORA-Q si apre e cambia forma una volta arrivato sul terreno, un meccanismo che lo rende davvero simile a un piccolo Transformer. Non a caso dietro al progetto c’è anche chi i giocattoli li costruisce per mestiere.
La missione SLIM e l’allunaggio del 2024
Tutto è partito con la missione SLIM della Japan Aerospace Exploration Agency, la JAXA, lanciata nel dicembre 2023. Dopo qualche settimana passata in orbita, il lander è sceso e ha toccato il suolo lunare il 19 gennaio 2024. Un momento importante, perché si è trattato della prima missione giapponese a portare a termine un allunaggio morbido. Non una cosa banale, considerando quante missioni in passato si sono schiantate proprio nella fase finale.
Subito dopo aver toccato terra, SLIM ha liberato due piccoli veicoli robotici. Il primo, LEV-1, era pensato per compiere dei salti sulla superficie. Il secondo, LEV-2, è proprio il nostro SORA-Q. Insieme hanno permesso di raccogliere immagini e informazioni sul punto di atterraggio.
Per arrivare a un risultato del genere, però, non è bastato un solo gruppo di lavoro. Il Giappone ci ha abituati da sempre a sorprese in campo tecnologico, ma qui la collaborazione è stata davvero ampia. Hanno messo le mani sul progetto la stessa JAXA, poi Sony, l’Università Doshisha e infine Takara Tomy, azienda nota proprio per i giocattoli. Ed è da questo mix di competenze, quelle spaziali e quelle un po’ più giocose, che è nato un robottino capace di esplorare la Luna muovendosi da solo e mandando indietro le sue fotografie.