Molti genitori si chiedono a quale età sia giusto mettere in mano ai figli il primo telefono cellulare, e la risposta di una psicologa dell’UCLA rischia di far discutere non poco. Patricia Greenfield, tra le autrici di uno studio recente, sostiene che quando si parla di capacità di lettura non esiste un’età sicura per iniziare a usare il dispositivo. Il punto non è quanti anni ha il bambino, ma il possesso stesso dello smartphone.
Smartphone ai bambini: cosa dice lo studio
La ricerca ha coinvolto 106 bambini di terza e sesta elementare, con background culturali e linguistici differenti tra loro. Tutti hanno affrontato una prova di comprensione del testo e hanno risposto a un questionario sul possesso e sulle abitudini d’uso del telefono. Non bastava dire se ne avessero uno, dovevano raccontare come lo usavano nella vita di tutti i giorni.
Il risultato è netto. I bambini che possedevano un telefono cellulare hanno ottenuto punteggi peggiori nei test di lettura. E qui arriva la parte curiosa. L’effetto valeva sia per i più piccoli sia per quelli di sesta, senza distinzioni. Non importava se il telefono lo portavano a scuola o lo lasciavano a casa, non contava nemmeno la lingua parlata in famiglia. La conclusione tira dritta verso un’unica direzione. Il problema è avere il dispositivo, non le distrazioni in classe né l’età anagrafica. Almeno per quanto riguarda la lettura, insomma, non c’è un’età ideale per partire.
C’è però un’eccezione che merita attenzione. Nei bambini di famiglie non anglofone, quelli con il telefono mostravano abilità di lettura migliori se usavano giochi educativi e se scambiavano da tempo messaggi di testo con altri coetanei. Un’anomalia che in realtà combacia con altre ricerche. Il nodo non sta nell’usare lo smartphone, ma in come lo si usa. Guardare video di sfide su TikTok non è la stessa cosa che usare un gioco pensato per imparare. Vale lo stesso discorso per la televisione o per i tablet.
Non solo lettura, gli altri effetti sulla salute
La lettura non è l’unica capacità che risente di un uso troppo precoce del telefono cellulare. Alcune ricerche indicano ricadute sulla salute mentale e fisica, con un rischio più alto di insonnia e obesità. E qui, a differenza del discorso sulla lettura, l’età conta eccome. In uno studio pubblicato nel 2025 si segnalavano effetti negativi inversamente proporzionali all’età. Non parliamo nemmeno di bambini piccolissimi. Tra gli studenti di 12 anni con lo smartphone si è visto un aumento del 60 per cento nel rischio di dormire male e del 40 per cento nel rischio di obesità rispetto a chi non lo possiede.
Va detta una cosa importante, però. Buona parte di questi studi è di tipo osservazionale. Nel caso delle prove di lettura, per esempio, è emersa una correlazione statisticamente significativa tra il possesso del telefono e i risultati più bassi. Ma questo non dimostra che la colpa sia davvero dello smartphone. Come si suol dire, correlazione non significa causalità. Potrebbe trattarsi di una coincidenza.
Detto ciò, sono tanti gli studi a segnalare che gli schermi non sono i migliori alleati in quelle fasi in cui la mente inizia a svilupparsi. Di sicuro oggi siamo molto più immersi nella tecnologia rispetto a vent’anni fa. Forse non serve aspettare le superiori per il primo cellulare ereditato, quel mattone che tanti ricordano. Ma dare un telefono cellulare a un bambino di 6 anni non è certo l’idea migliore del mondo.


