Slate Auto, la startup americana che ha costruito gran parte della propria credibilità sul nome di Jeff Bezos, si trova ora a fare i conti con un’uscita di scena tutt’altro che banale. Melinda Lewison, la persona che gestisce il patrimonio del fondatore di Amazon, ha lasciato il consiglio di amministrazione dell’azienda. E il tempismo non potrebbe essere più delicato: mancano circa sei mesi all’avvio della produzione, e un pickup elettrico vero e proprio non è ancora mai uscito dalla catena di montaggio.
Il peso di questa notizia si capisce guardando i numeri. Slate Auto ha raccolto finanziamenti per circa 1,2 miliardi di euro, una cifra enorme per una realtà che finora non ha consegnato nemmeno un veicolo. Gran parte di quella capacità di attrarre investimenti era legata, in modo più o meno esplicito, alla vicinanza con Bezos. Avere nel proprio board la responsabile della gestione patrimoniale di uno degli uomini più ricchi del pianeta rappresentava una garanzia implicita, un segnale di fiducia che parlava più forte di qualsiasi business plan.
Il destino di Slate Auto
Con l’uscita di Lewison dal consiglio di amministrazione, quel filo diretto con il mondo Bezos si spezza. Non significa necessariamente che il fondatore di Amazon abbia ritirato ogni forma di supporto, ma il messaggio che arriva al mercato è comunque significativo. Per una startup che deve ancora dimostrare di saper produrre in serie il proprio pickup elettrico, perdere un punto di riferimento così visibile nel board è qualcosa che gli investitori noteranno.
Slate Auto si era posizionata in un segmento molto competitivo, quello dei veicoli elettrici pensati per il mercato americano dei pickup, dove la concorrenza non manca e dove trasformare i prototipi in prodotti reali è la sfida che ha fatto inciampare più di qualcuno. Il fatto che a distanza di mesi dall’inizio previsto della produzione non ci sia ancora stato nemmeno un esemplare prodotto aggiunge un livello di incertezza che questa uscita dal board non fa altro che amplificare.
Una raccolta fondi imponente, ma senza veicoli consegnati
Quello che colpisce di più nella vicenda di Slate Auto è il contrasto tra le risorse finanziarie raccolte e lo stato effettivo del progetto. Circa 1,2 miliardi di euro di finanziamenti sono una base solida per qualunque azienda automobilistica, eppure la fase produttiva resta ancora sulla carta. Nel settore dei veicoli elettrici, soprattutto tra le startup, non è raro vedere grandi promesse accompagnate da ritardi concreti. Ma quando il nome che garantisce credibilità inizia a fare un passo indietro, la pressione su chi resta al timone aumenta in modo considerevole.
L’addio di Lewison al consiglio di amministrazione di Slate Auto arriva in un momento in cui la startup avrebbe bisogno esattamente del contrario: rassicurazioni, stabilità, segnali positivi verso il mercato e verso chi ha messo soldi nel progetto. Invece, a circa sei mesi dalla data in cui dovrebbe partire la produzione del primo pickup elettrico, il legame più forte e simbolico con Jeff Bezos viene meno.