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Secondo intercalare verso l’addio: dal 2027 scarto fino a un’ora

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Il secondo intercalare potrebbe avere i giorni contati. I delegati nazionali dei paesi membri sono infatti chiamati a votare una risoluzione che punta a eliminare questa piccola correzione, in uso dal 1972, nata con uno scopo preciso: tenere allineati gli orologi atomici e la rotazione della Terra. Se la proposta venisse approvata, a partire dal 2027 la distanza tra il tempo scandito dagli strumenti più precisi mai costruiti e quello legato al moto del pianeta su se stesso potrebbe crescere fino a raggiungere un’ora intera.

Detta così sembra una faccenda per pochi specialisti, e in parte lo è davvero. Dietro quella manciata di secondi aggiunti ogni tanto c’è però una questione molto concreta, che riguarda il modo stesso in cui viene stabilita l’ora ufficiale. Da più di cinquant’anni convivono due riferimenti diversi, e il secondo intercalare è sempre stato il piccolo ponte che li teneva uniti.

A cosa serve il secondo intercalare

Da un lato ci sono gli orologi atomici, che misurano il tempo con una regolarità quasi assoluta e non si lasciano influenzare da nulla. Dall’altro c’è la rotazione terrestre, cioè il riferimento più antico e intuitivo che esista, quello che da sempre scandisce il giorno e la notte. Il problema è che i due sistemi non vanno perfettamente d’accordo. Proprio per questo, a partire dal 1972, è stato introdotto il secondo intercalare, una correzione pensata per evitare che il tempo degli strumenti e quello del pianeta finissero per separarsi. Il fatto stesso che sia servito un meccanismo del genere la dice lunga. Senza questo aggiustamento periodico i due orologi, quello fisico e quello astronomico, tenderebbero ad allontanarsi lentamente. Per decenni la soluzione ha funzionato e ha garantito che l’ora segnata dagli strumenti restasse agganciata a ciò che accade davvero nel cielo, almeno con un margine minimo di differenza.

Cosa cambierebbe con il voto dei delegati

Ora quella correzione potrebbe sparire. La votazione dei delegati nazionali riguarda proprio l’abbandono del secondo intercalare, e le previsioni sembrano piuttosto chiare. Secondo Setnam Shemar, scienziato del National Physical Laboratory britannico, la risoluzione ha ottime probabilità di essere approvata.

Le conseguenze non sarebbero immediate né percepibili nella vita di tutti i giorni, almeno all’inizio. Smettendo di aggiungere quei secondi, però, il tempo misurato dagli orologi atomici e quello dettato dal movimento del pianeta comincerebbero a scivolare ciascuno per la propria strada. Si tratta di uno scostamento lentissimo, destinato ad accumularsi nel tempo fino a diventare consistente. Il cambiamento interesserebbe quindi la misurazione del tempo a livello globale, cioè quella che fa da base comune ai sistemi di riferimento usati in tutto il mondo. È una scelta che rompe con un’abitudine lunga oltre mezzo secolo. Fino a oggi la priorità è stata mantenere un legame stretto tra l’ora ufficiale e il comportamento della Terra, anche a costo di intervenire periodicamente con piccole aggiunte. Con la nuova risoluzione quel legame verrebbe allentato in modo deliberato, accettando che le due misure si discostino sempre di più. Secondo quanto previsto, dal 2027 lo scarto tra il tempo atomico e la rotazione terrestre potrebbe arrivare fino a un’ora.

Fonte: TecnoAndroid

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