Sean Penn ha messo nero su bianco un pensiero che racconta molto del suo modo di stare nel cinema, e lo ha fatto con una frase netta: ha rimpianto alcuni film girati, ma non ha mai rimpianto quelli rifiutati. Più di sessanta pellicole alle spalle, tre statuette in bacheca e una carriera che attraversa generazioni, eppure il discorso resta sorprendentemente lucido e per nulla scontato.
L’attore è il vincitore in carica dell’Oscar come miglior attore non protagonista per Una battaglia dopo l’altra, il terzo della sua carriera. Un traguardo arrivato nel corso di un anno intenso, il 2025, che lo ha visto protagonista insieme a un altro nome enorme del panorama hollywoodiano.
Quarant’anni di conoscenza, un solo set condiviso
Julia Roberts e Sean Penn sono due tra gli interpreti più riconoscibili della loro generazione, eppure, pur conoscendosi da quarant’anni, la prima volta che hanno lavorato davvero insieme è stata nella serie televisiva Gaslit, nel 2022. Entrambi premiati con l’Oscar, hanno vissuto un ottimo momento professionale proprio nel 2025, quando Penn ha portato sullo schermo il personaggio che gli avrebbe regalato la sua terza statuetta e Roberts ha brillato in Caccia alle streghe, un altro dei successi dell’annata.
Verso la fine del 2025 i due si sono ritrovati protagonisti di un incontro Actors on Actors di Variety, dove hanno parlato a fondo delle rispettive carriere. Aneddoti personali, riflessioni sul modo di guardare al proprio percorso, esperienze legate agli ultimi lavori. Una chiacchierata tra colleghi che si stimano da decenni.
Quando Roberts gli ha chiesto se gli fosse mai capitato di pentirsi di aver rifiutato un film, magari dopo averlo visto finito, l’attrice è rimasta affascinata da “come funziona la mente” del collega.
Il ragionamento dietro al “no”
“Rifiutarlo non toglie che io mi sia letto l’intera sceneggiatura pensando che fosse ottima e che, per un motivo o per l’altro, abbia deciso di non farla, ma non credo di essermene mai pentito”, ha risposto Penn con una riflessione che va ben oltre il fatto che il progetto si sia poi rivelato un successo o meno. “Avrei dovuto vivere l’esperienza di girarlo e soffrire nel processo per potermene pentire in quel modo, ma siccome non ho quel ricordo, non mi manca qualcosa che non ho mai vissuto”.
Il punto è tutto qui. “Sì, mi sono pentito di aver fatto alcuni film, ma non mi sono mai pentito di averne rifiutato nessuno. E beh, con un po’ di fortuna, adesso scelgo meglio di prima”.
A 65 anni, Sean Penn calcola che il numero di film a cui ha partecipato abbia ormai raggiunto le tre cifre, anche se su IMDB risultano accreditati 77 lavori. “Allora, se includiamo i ruoli piccoli e i camei, sommando tutto credo siano vicino al centinaio”, ha spiegato davanti alla sorpresa di Julia Roberts, che gli ricordava la sua età, pur ammettendo che forse erano “troppi”.
E qui arriva la parte più onesta del discorso, quella sui rimpianti veri. “Magari fai un favore a un amico. Pensi che andrà bene e invece no. Oppure credi di star facendo loro un favore e non è così, perché in fondo non ti sei coinvolto abbastanza da darti completamente o qualcosa del genere”, ragionava Penn senza citare alcun titolo preciso. “Mi è successo un paio di volte e non mi piace quella sensazione”.