Samsung ha appena tolto il velo da un nuovo sensore fotografico da 200 MP che potrebbe finire dietro l’obiettivo principale del Galaxy S27 Ultra. Si chiama ISOCELL HPC e porta con sé una manciata di tecnologie inedite che, sulla carta, promettono scatti migliori sotto diversi punti di vista. Il dubbio, però, è già nell’aria e riguarda proprio la destinazione finale di questo componente.
Cosa cambia dentro il sensore ISOCELL HPC
Sulla carta l’ISOCELL HPC assomiglia molto agli altri modelli di fascia alta della famiglia. Parliamo di un sensore da 1/1.3 di pollice con pixel da 0,6 μm, valori che ormai conosciamo bene. La differenza sta tutta in un pacchetto di tecnologie nuove che Samsung ha incastonato al suo interno. La più chiacchierata si chiama DeepPix, e l’azienda la definisce la prima del settore.
Secondo Samsung, questa tecnologia lavora a livello di singolo pixel e offre un aumento del 60 per cento nella capacità del fotodiodo. Tradotto in immagini, significa foto e video più puliti, con una gamma dinamica migliore e più dettaglio sia nelle ombre che nelle zone luminose. Il funzionamento parte da un principio semplice. Quando la luce colpisce il pixel viene concentrata da una lente dentro il fotodiodo, che trasforma i fotoni in un segnale elettrico da inviare all’unità di elaborazione dell’immagine.
Il problema nasce quando la luce è troppo forte. Il fotodiodo si riempie oltre misura, un po’ come un secchio d’acqua che trabocca, e il risultato sono luci bruciate e gamma dinamica limitata. Per aggirare l’ostacolo Samsung usa da tempo la tecnologia Floating Diffusion, ovvero un secchio aggiuntivo pronto a raccogliere i fotoni in eccesso. In seguito era arrivata la Front Deep Trench Isolation, immaginabile come pareti più alte del secchio per trattenere più fotoni. DeepPix aggiunge a tutto questo i Dual Vertical Transfer Gates, cioè ulteriori pareti attorno al secondo secchio per limitare ancora di più la dispersione del segnale. Il bello è che si ottiene un sensore più efficiente senza dover ingrandire pixel e fotodiodo.
Il Galaxy S27 Ultra potrebbe restare a bocca asciutta
C’è poi la questione dell’HDR a scatto singolo, che l’ISOCELL HPC supporta ai livelli di zoom 1x, 1.5x, 2x, 3x e 4x direttamente nel sensore. Un vantaggio interessante per i telefoni con una sola fotocamera tele a lungo raggio, dove il salto dalla grandangolare è più marcato. Proprio il caso del Galaxy S27 Ultra, che secondo le indiscrezioni dovrebbe abbandonare il teleobiettivo 3X per affidarsi solo alla periscopica 5X. Il sensore, sul fronte velocità, cattura 7,5 immagini al secondo alla piena risoluzione di 200 MP, 30 fps a 50 MP e fino a 180 fps a 12,5 MP.
E qui arriva la doccia fredda. Nonostante tutte queste novità, Samsung potrebbe decidere di non mettere l’ISOCELL HPC dentro il suo prossimo top di gamma. Le voci più recenti indicano un altro sensore, il Samsung ISOCELL HP6, come candidato per le fotocamere principali del Galaxy S27 Pro e del Galaxy S27 Ultra. Quest’ultimo sfrutta una tecnologia ancora più fresca chiamata LOFIC, pensata per spingere gamma dinamica, raccolta della luce e fedeltà cromatica tenendo a bada il rumore. Sony l’ha già portata su un sensore di punta, il LYTIA L910.
Lo scenario più probabile vede quindi l’ISOCELL HPC finire dentro i camera phone di casa cinese, quindi i prossimi flagship di Vivo, Oppo o Xiaomi. Samsung fa sapere che il sensore è già in produzione di massa e comincerà a comparire sui primi dispositivi nel giro di qualche mese.










