Una causa legale contro Samsung potrebbe sembrare una minaccia seria per il futuro dei Galaxy foldable negli Stati Uniti. A intentarla è una società chiamata Lepton Computing LLC, che si definisce nientemeno che lo “sviluppatore originale dei telefoni pieghevoli”. Suona pomposo, certo. Ma andando a scavare, la storia prende una piega piuttosto diversa da quella che ci si aspetterebbe.
Lepton ha depositato la causa presso il tribunale distrettuale degli Stati Uniti, nella divisione orientale del Texas, accusando Samsung di aver violato ben nove brevetti legati alla tecnologia dei pieghevoli. Si parla di protezione del display, struttura hardware, sensori, e anche di alcuni elementi software collegati al multitasking e alla cosiddetta “app continuity”, cioè il modo in cui le applicazioni si comportano quando lo smartphone viene aperto o chiuso. Tra i dispositivi citati come prodotti in violazione compaiono Galaxy Z Fold 3, Galaxy Z Flip 3 e tutti i pieghevoli lanciati da Samsung da quel momento in poi. I modelli precedenti non sono inclusi, dato che i brevetti in questione sono stati registrati nel 2021.
La richiesta è doppia: risarcimento danni e, cosa ancora più clamorosa, un’ingiunzione permanente che vieterebbe la vendita dei Galaxy foldable sul suolo americano. In pratica, dispositivi come Galaxy Z Fold 7 rischierebbero di non poter essere commercializzati nella regione. Una prospettiva che, almeno sulla carta, fa un certo effetto.
Chi è davvero Lepton Computing e perché si parla di “patent troll”
Ed è qui che la faccenda si fa interessante. Perché se il nome Lepton Computing non dice nulla a nessuno, c’è un motivo. La società non ha mai messo in commercio uno smartphone. Esiste un prototipo chiamato “Lepton Flex”, ma non è mai stato nemmeno mostrato funzionante. Lepton sostiene di avere concetti e prototipi risalenti addirittura al 2008, il che farebbe pensare a una lunga storia di sviluppo tecnologico. Peccato che non ci siano dettagli di contatto pubblici e che, a quanto pare, l’azienda conti appena due dipendenti.
Il quadro che emerge è quello di una situazione da manuale: con ogni probabilità si tratta di un cosiddetto “patent troll”, ovvero una entità che non produce nulla ma accumula brevetti con l’unico scopo di portare in tribunale aziende che operano davvero nel settore. Queste realtà vengono spesso definite “Non Practicing Entity”, proprio perché non hanno alcuna intenzione di realizzare e vendere prodotti.
Samsung rischia davvero un divieto di vendita?
La domanda che tutti si fanno è se Samsung possa davvero subire un blocco delle vendite dei propri pieghevoli negli Stati Uniti. La risposta, ragionevolmente, è che uno scenario del genere appare molto improbabile. Molto più realistico pensare a un eventuale accordo economico tra le parti, ammesso che la causa arrivi a quel punto. C’è poi un elemento che gioca decisamente a favore di Samsung: i brevetti di Lepton sono stati depositati nel 2021, cioè due anni dopo che Samsung aveva già iniziato a commercializzare attivamente i propri smartphone pieghevoli. Questo dettaglio temporale potrebbe rappresentare un argomento forte per chiedere l’archiviazione completa del caso.
Resta il fatto che Samsung dovrà comunque affrontare la causa, con tutto ciò che questo comporta in termini legali. Ma l’ipotesi di vedere i Galaxy foldable sparire dagli scaffali americani, almeno per ora, sembra appartenere più al regno della fantasia giuridica che a quello della realtà concreta.