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Samsung blinda le smart TV contro i residential proxy

C’è una novità importante sul fronte della sicurezza per chi possiede un televisore Samsung, perché l’azienda ha deciso di alzare le difese del proprio ecosistema smart TV dopo aver scoperto una falla che poteva trasformare la connessione di casa in un canale sfruttabile da soggetti esterni. Il tema è quello dei residential proxy, un meccanismo che permetteva ad alcune applicazioni di far transitare traffico di terzi attraverso la rete domestica degli utenti, facendolo sembrare originario proprio da quell’abitazione.

La linea scelta è netta. Tutte le app che sfruttano o consentono questo tipo di comportamento verranno rimosse, e allo stesso tempo arriveranno nuove regole per gli sviluppatori che lo vieteranno in modo esplicito. Un intervento a doppio binario, insomma, che agisce sia sul presente sia su ciò che potrà essere pubblicato in futuro sulla piattaforma delle smart TV Samsung, che restano tra le più diffuse sul mercato.

Il problema è venuto a galla grazie a un’indagine della società di cybersecurity Mnemonic, condotta nelle scorse settimane. La tecnica dei residential proxy funziona in modo piuttosto subdolo. Il traffico web generato da utenti esterni poteva passare attraverso la connessione Internet della famiglia proprietaria del dispositivo, apparendo come se arrivasse davvero da quella casa. In pratica veniva mascherata l’origine reale delle connessioni. Il concetto ricorda molto quello delle VPN, e non a caso c’è una notevole sovrapposizione tra i due tipi di software.

Perché i residential proxy possono diventare un rischio

Va detto che non ogni utilizzo dei residential proxy è per forza dannoso. Possono però esserlo, e questo cambia tutto. Vengono impiegati per aggirare le limitazioni geografiche, per automatizzare attività online oppure per rendere più complicato risalire all’origine di certe operazioni sul web. Un esempio classico è quello di far passare un bot o un software automatizzato per un utente reale in carne e ossa, sfruttando proprio un indirizzo IP residenziale che appare del tutto legittimo.

Nei casi più estremi la conseguenza è concreta. Gli utenti potrebbero ritrovarsi, senza nemmeno saperlo, a condividere una parte della propria banda Internet con soggetti terzi. Ed è esattamente lo scenario che Samsung vuole evitare, chiudendo la porta a queste applicazioni prima che il fenomeno prenda piede sui suoi televisori.

La decisione conferma quanto anche i dispositivi che teniamo in salotto siano ormai potenziali bersagli. Una smart TV connessa non è così diversa da uno smartphone o da un computer quando si parla di superfici esposte, e il caso dei residential proxy lo dimostra bene. La mossa dell’azienda coreana punta a tenere sotto controllo un rischio che, per la maggior parte delle persone, sarebbe rimasto del tutto invisibile fino al momento sbagliato.

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