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Passare a un router WiFi 7 dovrebbe voler dire connessioni molto più rapide, eppure parecchi utenti si ritrovano con velocità più basse del previsto senza capire bene il perché. Sulla carta il salto rispetto a WiFi 6 e 6E è notevole. A seconda delle condizioni si parla di prestazioni circa quattro volte superiori, se non di più, con stime teoriche che arrivano intorno ai 46 Gbps. Nella pratica però sui forum online come Reddit non mancano i nuovi convertiti al WiFi 7 alle prese con numeri deludenti e lunghe sessioni di risoluzione dei problemi, magari dopo aver investito una cifra importante in un impianto nuovo e potenzialmente più costoso.
Le cause di un rallentamento possono essere tante, ma alcune meritano di essere controllate prima delle altre. Si va dalla posizione del router fino al numero di dispositivi collegati alla rete di casa, passando per qualche dettaglio che spesso viene sottovalutato.
Cosa promette davvero lo standard WiFi 7
La WiFi Alliance ha lanciato il nuovo standard nel 2024, accompagnandolo con velocità maggiori e con una buona dose di termini di marketing stampati sulle confezioni. Tra i vantaggi più concreti ci sono una latenza più bassa e una capacità superiore di gestire la congestione e gli ambienti ad alta densità di apparecchi. Tradotto in termini pratici, chi vive in una casa smart piena zeppa di dispositivi connessi, lampadine comprese, potrebbe notare un miglioramento sensibile.
Non serve comunque correre a ricomprare tutta l’elettronica di casa. Il WiFi 7 è infatti retrocompatibile e i dispositivi più datati continuano a funzionare, anche se non possono sfruttare le velocità potenziate né le nuove funzioni introdotte. La diffusione intanto cresce. Secondo i dati della società di analisi della connettività Ookla, all’inizio del 2026 il WiFi 7 aveva raggiunto il 7,2% del mercato, contro l’1,8% registrato un anno prima.
Perché un router WiFi 7 può risultare lento
La tentazione di nascondere il router WiFi 7 in un angolo o dentro un armadio è comprensibile, visto che non sempre si tratta di un oggetto piacevole da vedere. Proprio quella collocazione però rischia di frenare la connessione. Quando l’apparecchio si trova troppo vicino a una parete in cartongesso, per esempio, i segnali rimbalzano sui muri e tornano verso le antenne, finendo così per degradare il segnale originale.
La soluzione può essere sorprendentemente semplice. Basta spostare il dispositivo su uno scaffale aperto del mobile porta tv oppure allontanarlo di almeno 90 centimetri dall’angolo, e poi ripetere lo speed test per verificare se la situazione è migliorata.
Oltre alla posizione conta parecchio anche il numero di dispositivi connessi. Smartphone e tablet sono ormai solo una parte di ciò che si aggancia alla rete domestica, perché tra indossabili ed elettrodomestici l’elenco si allunga in fretta, anche quando non tutti sono attivi nello stesso momento. Vale la pena osservare se i rallentamenti compaiono soprattutto quando la famiglia è al completo e guarda contenuti in streaming oppure se restano più o meno costanti nell’arco della giornata, perché questo dettaglio può aiutare a individuare l’origine del problema. Secondo Netgear la maggior parte delle abitazioni conta almeno 20 dispositivi collegati. Per stare al passo serve un router con un processore veloce, capace di gestire molti apparecchi e dotato di almeno due bande di frequenza, ma serve anche una banda sufficiente da parte del fornitore di servizi internet.
Netgear ricorda inoltre che il WiFi 7 ha introdotto la Multi Link Operation, nota come MLO, che consente ai dispositivi compatibili di usare contemporaneamente più bande, cioè 2,4 GHz, 5 GHz e 6 GHz, con l’obiettivo di ottenere connessioni allo stesso tempo più veloci e più affidabili.
Fonte: TecnoAndroid


