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ArtCraft ricrea Adobe con l’IA ed è gratis, ma c’è un nodo legale

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Ricreare da zero i programmi di Adobe con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e regalarli a chiunque voglia usarli. È quello che ha fatto Brandon Thomas, l’ingegnere che ha dato vita ad ArtCraft, una suite open source ispirata ai celebri software dell’azienda americana. Il progetto è gratuito e porta la firma di un solo programmatore, un dettaglio che rende la vicenda ancora più curiosa se si pensa a quanto sia vasto e articolato il catalogo che ha preso come modello. Intorno all’iniziativa però aleggia anche una possibile zona grigia legale, e non è un aspetto da poco.

Il punto di partenza è semplice da raccontare. Una sola persona ha preso come riferimento l’intera offerta di Adobe e, appoggiandosi agli strumenti di IA, ne ha realizzato una versione alternativa da distribuire gratis. Nessun abbonamento e nessun costo d’ingresso, almeno stando a quanto emerge sulla natura del progetto. Per chi lavora ogni giorno con grafica e immagini si tratta di una notizia capace di attirare parecchia attenzione.

Una strada diversa da quella scelta da molti utenti Adobe

Negli ultimi tempi il rapporto tra i creativi e i programmi di Adobe si è fatto più complicato. C’è chi ha deciso di lasciarli per passare a Canva e chi invece si è rivolto ad altre applicazioni open source, magari meno note ma considerate sufficienti per il proprio lavoro. Poi c’è una fetta di utenti che si è affidata completamente all’intelligenza artificiale, abbracciandola anima e corpo come nuovo strumento principale.

In mezzo a queste tendenze Brandon Thomas si muove in netta controtendenza. Non si è limitato a scegliere un’alternativa già esistente né ha delegato tutto all’IA rinunciando ai programmi tradizionali. Ha preferito mettere insieme le due cose e costruire qualcosa di nuovo. ArtCraft nasce proprio da questa combinazione, perché prende ispirazione dai software Adobe ma poggia su una base di intelligenza artificiale e viene offerto senza alcun prezzo.

La filosofia dietro la suite open source appare quindi diversa rispetto a quella di chi semplicemente cambia piattaforma. Qui l’obiettivo è ricreare un intero pacchetto di strumenti familiari a chi viene dal mondo Adobe, rendendolo accessibile a tutti. Ed è significativo che a farlo sia stato un singolo ingegnere e non un’azienda strutturata con decine di sviluppatori alle spalle.

Gratis e aperta ma con qualche dubbio sul piano legale

La parte più delicata della storia riguarda l’aspetto giuridico. Un progetto che si ispira così da vicino ai prodotti di un colosso come Adobe finisce inevitabilmente per muoversi in una possibile zona grigia legale. Il fatto che sia stato realizzato con l’aiuto dell’IA e distribuito gratuitamente non cancella il nodo di fondo, cioè il legame con software protetti e appartenenti a un’altra società.

Proprio per questo ArtCraft si trova in una posizione particolare. Da un lato rappresenta un’opzione gratuita e aperta per chi cerca un’alternativa ai programmi a pagamento, dall’altro solleva interrogativi sul confine tra ispirazione e clonazione. La natura open source del progetto aggiunge un ulteriore elemento, dato che il lavoro di Brandon Thomas è pensato per essere condiviso e non chiuso dentro un prodotto commerciale.

Al momento la suite resta un’iniziativa nata dal lavoro di un solo programmatore, che con l’intelligenza artificiale ha clonato i programmi di Adobe e li ha pubblicati gratis.

Fonte: TecnoAndroid

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