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A confermarlo è stato un gruppo di anarchici che ha pubblicato online una lunga lettera in cui si attribuisce la responsabilità dell’attacco. Il rogo programmato è stato infatti definito come una forma di protesta contro il capitalismo tecnologico. Gli autori del messaggio hanno affermato di apprezzare una Tesla solamente se in fiamme. Insomma, una frase che sintetizza perfettamente il loro sentimento di rifiuto nei confronti del modello di business promosso da Elon Musk e delle sue aziende. In più il riferimento al 25 aprile, data simbolica per la liberazione, non è casuale. In quanto gli anarchici vedono in questa azione una lotta contro ciò che definiscono “un nuovo colonialismo industriale”.
Elon Musk e Tesla, il bersaglio della protesta
Le critiche non si sono fermate all’incendio delle auto. Il testo della rivendicazione attacca direttamente Elon Musk, definendolo “il male assoluto”. L’imprenditore sudafricano viene infatti dipinto come l’incarnazione di un sistema economico distruttivo. Il quale non fa altro che accelerare la crisi ambientale e sociale al solo scopo di guadagno. Musk viene anche accusato di essere vicino all’ex presidente statunitense Donald Trump e di promuovere una visione del futuro basata su un’innovazione che, a loro dire, nasconde nuove forme di sfruttamento.
Anche Tesla finisce quindi nel mirino. Tali auto elettriche vengono considerate il simbolo di una “menzogna ecologica”. Una sorta di facciata sostenibile che in realtà servirebbe solo a consolidare il potere economico delle grandi multinazionali. Il gruppo anarchico non si limita a contestare la casa automobilistica, ma estende la sua accusa a tutto il sistema tecnologico-industriale che, secondo loro, sta portando il pianeta verso il collasso.
La polizia sta continuando le indagini per individuare i responsabili materiali dell’attacco. Il dibattito, però, è ormai stato acceso.
Fonte: TecnoAndroid








