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Robot Uber per le consegne: donna lo blocca e finisce in manette

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Filadelfia è bastato restare fermi davanti a un robot per le consegne per trasformare un marciapiede in un piccolo palcoscenico di protesta contro l’automazione. Protagonista una donna di nome Carolyn Marvin, che ha scelto di sbarrare la strada a uno di questi corrieri meccanici e che alla fine è stata portata via in manette. In Italia una scena del genere suona quasi surreale, perché da noi questi mezzi praticamente non circolano, ma in diverse città degli Stati Uniti fanno ormai parte del paesaggio urbano.

Come si muovono i robot per le consegne e perché è così facile fermarli

In alcune zone americane incrociare un piccolo veicolo su ruote che trasporta un ordine è piuttosto comune. Questi dispositivi viaggiano in totale autonomia e fanno lo slalom tra i pedoni per raggiungere la destinazione. Almeno in teoria. Essendo programmati per non provocare danni a nessuno, si bloccano appena i loro sensori rilevano un ostacolo, in particolare quando davanti c’è una persona.

Proprio questa prudenza, del tutto logica sul piano della sicurezza, finisce per renderli anche molto vulnerabili. Per impedire a un corriere autonomo di proseguire non serve alcuno stratagemma particolare. È sufficiente piazzarsi davanti alla macchina e non muoversi più. Il robot resta lì in attesa che il passaggio torni libero e chi gli sta di fronte ha di fatto il controllo della situazione finché decide di non spostarsi.

La protesta di Carolyn Marvin finisce con l’arresto

È esattamente quello che ha fatto Carolyn Marvin. In piedi e immobile davanti a un robot di consegna di Uber, la donna ha attirato in poco tempo l’attenzione dei passanti. Una di loro, all’inizio, ha addirittura pensato che si trattasse di un incidente, salvo poi capire che dietro quella scena c’era una scelta precisa e del tutto intenzionale.

Marvin appartiene a quella schiera di persone convinte che l’avvento delle macchine sia ormai imminente. Senza spingersi fino a quel punto nelle sue spiegazioni, chiarisce che il suo gesto è soprattutto militante. Secondo lei questi robot stanno togliendo il lavoro ai corrieri umani, ed è per questo motivo che ogni volta che ne incrocia uno manifesta il proprio dissenso posizionandosi davanti al mezzo per impedirgli di avanzare. Il vero bersaglio quindi non è il singolo veicolo ma l’effetto che la diffusione delle consegne automatizzate può avere sull’occupazione.

Com’era prevedibile, la cosa non è passata inosservata a lungo. Qualcuno ha finito per avvisare la polizia e gli agenti si sono presentati sul posto. Davanti al rifiuto della donna di farsi da parte, i poliziotti le hanno messo le manette e l’hanno accompagnata via, chiudendo così un confronto iniziato con un semplice robot fermo in mezzo al marciapiede.

Un’attivista che punta sulla viralità dei social

Per la contestatrice non si è trattato affatto di un episodio isolato. Non era infatti il suo primo tentativo di bloccare un robot per le consegne e la strategia ha un obiettivo piuttosto chiaro. Marvin spera che la diffusione delle sue azioni sui social network possa alimentare il dibattito sull’intelligenza artificiale e sul ruolo che i robot stanno assumendo all’interno della società.

L’idea è che un gesto semplice, ripreso e condiviso online, possa arrivare molto più lontano di quel tratto di strada a Filadelfia e portare l’attenzione sul tema del lavoro sostituito dalle macchine. Quando le viene chiesto se ripeterà la sua protesta, la risposta di Carolyn Marvin arriva senza alcuna esitazione ed è un sì.

Fonte: TecnoAndroid

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