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La risposta non è semplice come invece potrebbe sembrare. Nonostante l’ampia disponibilità di servizi che promettono di rilevare se un testo è stato generato dall’intelligenza artificiale, tra cui il popolare ZeroGPT, le testimonianze degli utenti e i risultati ottenuti non sempre precisi, come evidenziato su piattaforme come Reddit, sollevano dubbi sulla loro effettiva affidabilità.
I punti deboli dei rivelatori di AI
Recentemente, è stato condotto un esperimento per testare l’efficacia di tali strumenti. Dopo aver generato un testo in italiano utilizzando il chatbot gratuito HuggingChat questo è stato sottoposto a tre rilevatori di AI. Il risultato è stato eterogeneo: mentre NoPlagio ha indicato “probabilmente” che il testo fosse stato scritto da un’intelligenza artificiale, ZeroGPT e il sito Web Writer hanno confermato senza esitazione che si trattava di un testo generato dall’AI.
L’attendibilità di questi strumenti è stata ulteriormente messa in discussione provando a “parafrasare” il testo generato, utilizzando uno dei numerosi portali gratuiti online. In breve tempo, i risultati hanno mostrato una significativa variazione: ad esempio, Writer ha ridotto la percentuale al 30%, mentre ZeroGPT ha dato un punteggio più alto, 90,12%. Inoltre, aggiungendo ulteriori “paragrafi”, le percentuali sono risultate ancora più variabili. È evidente che questi strumenti sono influenzati da molteplici variabili e non possono essere considerati completamente affidabili, come sottolineato anche dal Corriere della Sera.
È importante considerare che queste valutazioni non sono definitive, ma evidenziano la necessità di guardare con una certa cautela alle promesse attuali di questi servizi. Infatti, è essenziale comprendere che, nonostante possano evolversi in futuro, al momento questi strumenti sono tutt‘altro che perfetti.
I risultati ottenuti dimostrano che la battaglia contro un uso improprio dell’intelligenza artificiale è ancora lunga. È probabile che sia necessario l’intervento diretto delle grandi aziende del settore, come OpenAI, per affrontare questo problema in modo efficace. Come sottolineato anche da Gold Penguin, nel 2024 i falsi positivi sono ancora una realtà diffusa, nonostante l’evoluzione degli strumenti coinvolti.








