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La possibile cessione di Xbox da parte di Microsoft appare oggi più concreta che mai, almeno secondo l’analista Joost van Dreunen. A suo avviso la cosiddetta “onda blu”, che ha consegnato ai Democratici il controllo dell’intero Congresso degli Stati Uniti, potrebbe dare una spinta decisiva a un’operazione di cui nell’industria videoludica si parla ormai da tempo, con conseguenze dirette sul futuro del marchio.
Fondatore di SuperData Research e oggi docente alla NYU Stern, van Dreunen ha raccolto le sue riflessioni in un lungo intervento pubblicato sul proprio blog, con un titolo che non lascia spazio a dubbi: “L’elezione che potrebbe spezzare Xbox”. Il suo ragionamento parte da un dato politico molto preciso. Gli elettori democratici avrebbero espresso con il voto tutto il loro malcontento verso la crescita incontrollata dei data center sul territorio americano, un tema che fino a poco tempo fa sembrava confinato al dibattito tecnico.
Microsoft e il peso dei data center sul voto americano
I numeri citati dall’analista sono piuttosto eloquenti. In oltre 40 città e contee i cittadini si sono trovati a esprimersi su quesiti legati ai centri dati, e in almeno 10 casi hanno approvato restrizioni o veri e propri divieti. C’è poi un sondaggio nazionale condotto su più di 79.000 elettori registrati, secondo cui la posizione dei candidati su intelligenza artificiale e data center ha rappresentato un fattore “importante” nella scelta del 56% degli intervistati.
Il collegamento con il mondo delle console è meno lontano di quanto possa sembrare a prima vista. Microsoft ha puntato con decisione sulle infrastrutture per l’IA e lo ha fatto pagando un prezzo alto, anche all’interno della divisione gaming, tra chiusure di studi e licenziamenti. Adesso il quadro rischia di complicarsi ulteriormente, perché alcuni dei nuovi governatori democratici hanno già promesso di bloccare i nuovi permessi e di cancellare le agevolazioni fiscali per la costruzione di nuovi impianti, oltre ad altre misure dello stesso tenore.
Xbox come sacrificio sostenibile per Redmond
In uno scenario del genere la divisione videoludica potrebbe apparire ai vertici dell’azienda come un sacrificio tutto sommato accettabile. Il quadro dipinto da van Dreunen è suggestivo ma tutt’altro che inevitabile, e non è affatto detto che le elezioni di metà mandato accelerino davvero i tempi. Pesa però l’andamento dei ricavi di Xbox, che continuano a calare, anche se a un ritmo meno marcato rispetto al passato. Nel frattempo il comparto Ricerca e Pubblicità è cresciuto del 10% nel 2026, lasciando molto indietro le performance del gaming.
Solo poche settimane fa erano circolate indiscrezioni su alcuni acquirenti del mondo del private equity, rimasti anonimi, che avrebbero già esplorato l’ipotesi di rilevare la divisione dal colosso di Redmond. La valutazione ipotizzata oscillerebbe tra 85 e 130 miliardi di euro circa. Un portavoce di Microsoft ha commentato la voce precisando che Xbox non è in vendita, ma secondo l’analista questa posizione potrebbe cambiare nel prossimo futuro.
Van Dreunen aggiunge un ulteriore elemento alla sua analisi. La decisione della CEO Asha Sharma di creare un reparto dedicato chiamato XP, pensato per portare le saghe di Xbox su altri media e in particolare al cinema e in televisione, potrebbe rendere l’acquisizione ancora più appetibile per determinati compratori. Questa nuova struttura contribuisce infatti a far somigliare Xbox a una tradizionale società di intrattenimento e media, un profilo che per alcuni investitori risulta decisamente più familiare di quello di una semplice divisione tecnologica.
Fonte: TecnoAndroid


