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Attraverso una modulazione precisa dell’ingresso luminoso, la fibra assume il comportamento di un router quantistico. E’ quindi in grado di riorganizzare le connessioni tra gli utenti in tempo reale, passando da configurazioni locali a collegamenti globali. Una simile flessibilità non era mai stata dimostrata con questo grado di complessità. Ma soprattutto non era mai stata applicata all’entanglement multiplexato. Ovvero una tecnica che consente a più canali indipendenti di condividere la stessa infrastruttura senza interferenze, uguale a quanto avviene nelle telecomunicazioni convenzionali. La dimostrazione più rilevante è arrivata dal teletrasporto simultaneo di stati quantistici su due coppie distinte di utenti. Ciò costituisce una prova concreta della scalabilità del sistema e passo preliminare verso un vero internet quantistico.
Rete quantistica fusa: verso un’infrastruttura più economica, scalabile e connessa
Uno dei principali ostacoli alla crescita delle reti quantistiche è sempre stato il costo elevato delle apparecchiature necessarie a rilevare e instradare segnali quantistici. Questa nuova metodologia utilizza invece strumenti già disponibili sul mercato, ma non solo. Riduce drasticamente la complessità e apre alla possibilità di collegare nodi quantistici distribuiti sul territorio senza dover ricorrere a infrastrutture specializzate. I ricercatori sottolineano che un giorno lo stesso principio potrebbe essere impiegato per connettere piccoli computer quantistici, trasformandoli in un unico processore distribuito ad alte prestazioni.
Il progetto si inserisce nel programma Integrated Quantum Networks Hub, finanziato con 22 milioni di euro e finalizzato a costruire entro il 2035 la rete quantistica più avanzata del pianeta. L’iniziativa riunisce università e partner industriali che puntano a trasformare le reti quantistiche in tecnologie operative destinate alla sicurezza delle comunicazioni e alla futura interconnessione di processori quantistici. Gli autori dello studio, pubblicato su Nature Photonics, precisano che il sistema dimostrato è ancora lontano da un’applicazione commerciale. La sua struttura modulare e riconfigurabile rappresenta però una base estendibile che potrebbe velocizzare l’evoluzione del settore.










