La durata del film di Resident Evil non era più un mistero già da qualche giorno, dopo che il sito di AMC Theatres ha messo nero su bianco il minutaggio della pellicola diretta da Zach Cregger. Parliamo di un’ora e trentacinque minuti, una lunghezza che rientra perfettamente nelle aspettative e che si sposa bene con il genere a cui appartiene. Nessuna sorpresa, insomma, ma un dato che tanti fan attendevano di conoscere.
Una storia inedita per Raccoon City
L’arrivo nelle sale è fissato per settembre e la trama, va detto subito, prende una strada tutta sua rispetto agli adattamenti visti finora. Al centro c’è un personaggio chiamato Bryan, interpretato da Austin Abrams, che si ritrova braccato da una creatura misteriosa mentre Raccoon City finisce travolta dagli zombie. Chi si aspettava la solita rilettura fedele dei videogiochi dovrà ricredersi, perché il progetto punta altrove.
Lo stesso Zach Cregger aveva chiarito le sue intenzioni tempo fa, spiegando come la storia segua un personaggio dal punto A al punto B. Un viaggio folle, per usare le sue parole, attraverso ambienti sempre diversi con eventi che continuano a intensificarsi mano a mano che si va avanti. Per il regista è proprio questo a rendere il tutto profondamente cinematografico, una sensazione che voleva a tutti i costi trasmettere sullo schermo.
C’è poi un altro dettaglio che merita attenzione. Secondo quanto emerso, il remake del primo Resident Evil sarebbe in lavorazione da circa un anno, segno che dietro le quinte il lavoro è stato lungo e ponderato. Cregger ha ribadito la sua idea di fondo, ovvero seguire una persona diversa impegnata in una missione durante quella terribile notte in cui a Raccoon City va tutto storto. Fin da subito il regista aveva messo le mani avanti, dicendo chiaramente di non voler realizzare una trasposizione fedele del gioco.
Le prime impressioni dopo i test screen
Le proiezioni di prova risalgono a qualche mese fa e, in coincidenza con l’annuncio della durata, sono trapelate nuove impressioni dai test screen. Il quadro che emerge è nel complesso positivo, con giudizi che spingono in avanti le aspettative attorno al progetto.
Alcuni spettatori hanno parlato di un concentrato di adrenalina senza un attimo di tregua, una descrizione che dice parecchio sul tipo di esperienza pensata per la sala. Altri si sono spinti oltre, definendolo il Fury Road dei film horror, un paragone che lascia intuire un ritmo serratissimo, quasi senza pause. Difficile immaginare un accostamento più efficace per far capire dove voglia andare a parare la pellicola di Cregger.
Con una durata così contenuta e un impianto narrativo costruito sulla corsa continua, il nuovo Resident Evil sembra proprio voler puntare tutto sulla tensione e sull’azione ininterrotta. Le carte in tavola, tra minutaggio ufficiale e prime reazioni, iniziano finalmente a comporre un quadro più chiaro in vista del debutto di settembre.