Il Regno Unito mette di nuovo i minori al centro del dibattito sulla sicurezza online, e questa volta punta dritto a chi costruisce gli smartphone. Dopo l’approvazione dell’Online Safety Act, il Primo Ministro Keir Starmer ha chiesto a colossi come Apple e Google di mettere in campo, entro settembre, sistemi capaci di impedire ai più giovani di vedere, inviare o ricevere immagini sessualmente esplicite tramite telefoni e tablet. Il messaggio è chiaro: se le aziende non si muovono, ci pensa il governo con una nuova legge da affiancare all’OSA.
L’annuncio è arrivato lunedì, durante la London Tech Week, e rappresenta uno dei tentativi più ambiziosi messi in piedi a Londra per arginare fenomeni come il grooming online, il sextortion e la circolazione di immagini intime tra adolescenti. Secondo l’esecutivo britannico, quello che le piattaforme fanno oggi non basta a proteggere i ragazzi dai rischi legati allo scambio di contenuti espliciti.
Controlli direttamente nel sistema operativo
Il cuore del piano sta tutto qui. L’idea è inserire i controlli a livello software, cioè dentro le funzioni stesse del sistema operativo, così da bloccare non solo la condivisione e la visualizzazione di foto o video di nudo, ma anche la possibilità di realizzarli con la fotocamera e salvarli in memoria. Gli adulti, invece, continuerebbero ad avere accesso a tutto, passando per procedure di verifica dell’età.
Qualcosa, a dire il vero, si è già mosso. Su uno degli ultimi aggiornamenti di iOS 26 destinati agli utenti del Regno Unito è spuntata una funzione di convalida della data di nascita, che blocca l’accesso ad alcune app esplicite e a contenuti non adatti ai minori. Il governo, però, vuole spingersi oltre: l’obiettivo è coinvolgere tutte le società del settore, così che il filtro per i contenuti espliciti sia attivo per impostazione predefinita su ogni dispositivo usato dai minori.
Starmer ha rimarcato che le aziende tecnologiche hanno tutte le competenze necessarie per affrontare la questione, e ha ribadito un punto preciso: la tutela dei più giovani non può essere considerata un effetto collaterale inevitabile dell’innovazione digitale.
Numeri preoccupanti e la risposta delle Big Tech
La diffusione di materiale esplicito che ritrae minori, insieme ai reati legati a questo scambio illegale in rete, è un problema che cresce a ritmo serrato: circa duemila segnalazioni a settimana alle autorità britanniche competenti. Non solo. Oltre il 90% di questi contenuti risulta prodotto dagli stessi minori, spesso adescati online da utenti adulti proprio con quelle intenzioni. Per questo il premier ha dato alle Big Tech tre mesi di tempo per presentare una soluzione concreta, con un avvertimento netto: “se non lo faranno, agiremo noi e cambieremo la legge”.
Da parte sua, un portavoce di Google ha fatto sapere di stare collaborando in modo costruttivo con i partner nel Regno Unito per trovare soluzioni efficaci e rispettose della privacy, capaci di scoraggiare la circolazione di contenuti dannosi e al tempo stesso garantire un ambiente digitale sicuro per i giovani.