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Continua ancora la recente tempesta geomagnetica
Dopo l’esordio esplosivo, l’attività ha mostrato un andamento altalenante. L’intensità, infatti, continua ad oscillare verso livelli più contenuti. Anche se ancora non si è esaurita del tutto. In tale scenario, si è registrata una tregua temporanea. La quale è avvenuta solo durante la notte fra l’1 e il 2 giugno. Ma i modelli del Centro di Previsione Meteorologica Spaziale statunitense indicano per la giornata odierna un possibile ritorno a valori G3. Secondo quanto emerso, sembra che gli strascichi potrebbero prolungarsi ancora. Anche se, al momento, non è chiaro ancora per quanto tempo.
A rendere l’evento particolarmente peculiare non è solo la durata fuori dal comune. L’onda d’urto della CME, infatti, si è combinata con un secondo fattore, ovvero due ampi buchi coronali. Uno nell’emisfero settentrionale e uno in quello meridionale del Sole. Quest’ultimi hanno lasciato campo libero a raffiche di vento solare ad alta velocità. Risultato di ciò è stato un effetto cumulativo che ha alimentato ulteriormente l’instabilità magnetica terrestre. Allungandone la coda temporale e amplificando i fenomeni a latitudini solitamente più miti.
Gli operatori dei settori energetico, aeronautico e spaziale restano in stato di vigilanza. Nello specifico, sono in attesa di capire se l’attuale tempesta otterrà davvero un record di longevità per il ciclo solare in corso. O se, al contrario, si sta avviando finalmente verso la sua naturale conclusione. Non resta, dunque, che attendere le prossime ore per ottenere maggiori informazioni a riguardo.
Fonte: TecnoAndroid








