Le parole di Del Walker, ex Naughty Dog con un curriculum che tocca diverse software house di primo piano, hanno acceso una discussione che serpeggia da tempo dentro l’industria: PS6 e Xbox Helix rischiano di peggiorare una crisi già evidente, al punto che lui stesso spera queste console non arrivino affatto, almeno prima della fine del decennio. Un auspicio insolito, se si pensa che di solito le nuove piattaforme vengono attese come una boccata d’ossigeno.
Il ragionamento arriva da chi ha lavorato dall’interno, come artista e art director su produzioni di grosso calibro. Non è la voce di un osservatore esterno, insomma, e questo dà un peso diverso a un giudizio così poco ottimista. Quando qualcuno che conosce le pieghe dello sviluppo videoludico dice una cosa del genere, vale la pena fermarsi a leggerla.
Perché la next gen preoccupa chi lavora ai videogiochi
Il nodo, secondo Walker, resta sempre lo stesso: i costi di produzione e i tempi di lavorazione. Due variabili che tendono a lievitare a ogni salto tecnologico, perché ogni nuova generazione alza l’asticella della qualità richiesta e, di conseguenza, del lavoro necessario per raggiungerla. “La prossima generazione di console causerà ulteriori bagni di sangue”, ha scritto, agganciando il discorso alla lunga scia di tagli e licenziamenti che ormai da anni attraversa il settore. Il suo punto è difficile da smontare: il costo di realizzare un videogioco non è mai calato con l’arrivo di una nuova macchina, semmai è successo il contrario. Più potenza significa più complessità, più spese, più mesi in cui tenere accesa una produzione.
C’è poi una domanda che va oltre i numeri. “Ma i giochi sono effettivamente più godibili? Questo è discutibile”, ha aggiunto. Una provocazione che tocca un nervo scoperto, ovvero se abbia davvero senso continuare ad ammucchiare strati di complessità su ogni progetto.
Le limitazioni come motore creativo
Walker ha messo sul tavolo un’idea che a molti sviluppatori suona familiare. “Le limitazioni sono spesso quelle che causano lo scaturire della migliore magia nello sviluppo di un gioco ed evitano gli sprechi”, ha spiegato. In pratica, avere dei confini spinge a inventare soluzioni, mentre la libertà totale rischia di trasformarsi in dispersione di risorse. Da qui l’affermazione che ha fatto discutere di più. “Quando i costi salgono, ci sono meno vincitori e più licenziamenti. Io veramente, con tutto il cuore, vorrei che PS6 e Xbox Helix non si facessero vedere in questa decade”. Un modo per dire che, nella sua visione, sarebbe meglio rimandare la nuova generazione almeno al 2030.
E la cosa curiosa è che potrebbe non essere così lontano dai fatti. Con i costi di produzione che continuano a salire in modo vertiginoso, l’ipotesi di un lancio spostato ben oltre le tempistiche considerate normali fino a poco fa diventa ogni giorno più concreta. Quello che un tempo sarebbe sembrato un semplice ritardo, oggi assomiglia a una possibilità reale sul tavolo di Sony e Microsoft.