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Poxvirus ruba due volte un gene umano dal comportamento inedito

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Un poxvirus ha sottratto un gene umano e lo ha fatto non una ma due volte. È questo il dato che rende la vicenda così particolare: il gene rubato mostra un comportamento mai osservato prima. Detta in modo semplice, il virus ha trovato quel frammento del nostro patrimonio genetico talmente utile da appropriarsene in due occasioni distinte.

Un furto genetico che si ripete

I virus che prendono in prestito pezzi di DNA dai loro ospiti non sono una novità assoluta. In questo caso però c’è un dettaglio che cambia la prospettiva. Il furto genetico non è un episodio isolato, perché lo stesso gene umano è finito nel corredo del virus per due volte. È proprio questa doppia acquisizione a rendere il caso degno di attenzione, visto che l’elemento sottratto si comporta in una maniera che finora non era mai stata documentata.

La formula che meglio riassume la faccenda è quasi ironica. Il poxvirus ha apprezzato talmente tanto quel gene da tornare a prenderselo una seconda volta. Dietro la battuta, però, c’è un fatto scientifico preciso. Il materiale genetico preso dall’organismo umano non si limita a restare lì, inerte, dentro il virus. Mostra infatti un comportamento inedito, qualcosa che gli osservatori non avevano ancora registrato.

Cosa rende questo gene così speciale

Il punto centrale riguarda proprio la natura di quel frammento di DNA. Se un virus si impossessa due volte della stessa sequenza, è difficile pensare a una coincidenza priva di significato. Il ripetersi dell’appropriazione suggerisce che quel gene umano abbia per il virus un valore particolare. Il comportamento che manifesta, mai visto prima d’ora, è il motivo per cui la scoperta si distingue da altri casi di scambio genetico tra virus e ospiti.

Il poxvirus in questione ha dunque compiuto un doppio prelievo dallo stesso bersaglio. Una volta incorporato, il gene sottratto si comporta in modo nuovo rispetto a quanto finora conosciuto.

Fonte: TecnoAndroid

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