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L’idrogeno prova a conquistare il mondo della nautica da diporto con una nuova alleanza tra Estonia e Italia. PowerUP Energy Technologies, azienda estone nota per i suoi generatori elettrici basati su celle a combustibile a idrogeno, ha annunciato una partnership strategica con H2Boat, startup italiana che sviluppa soluzioni integrate per la produzione, lo stoccaggio e l’utilizzo dell’idrogeno direttamente a bordo delle imbarcazioni. L’obiettivo è piuttosto concreto: offrire ad armatori e cantieri navali una strada percorribile verso sistemi energetici più silenziosi e puliti, mettendo insieme tecnologie che si completano a vicenda per arrivare a una soluzione a zero emissioni chiavi in mano.
Il problema di fondo è noto a chiunque frequenti porti e baie. La vela regala silenzio e contatto con la natura, ma quando arriva il momento di manovrare in porto o serve energia di riserva entra in gioco il classico generatore diesel, rumoroso e inquinante. Una contraddizione che il settore si porta dietro da tempo e che le due aziende vogliono superare.
Chi sono PowerUP e H2Boat e cosa portano in dote
H2Boat nasce come realtà spin off dell’Università di Genova e porta nella collaborazione una competenza specifica sui sistemi a idrogeno per il mare, oltre a una tecnologia proprietaria di stoccaggio basata su idruri metallici. Le sue soluzioni sono pensate fin dall’inizio per essere integrate a bordo e affrontano uno dei nodi principali dell’idrogeno in ambito marittimo, cioè conservarlo in modo sicuro ed efficiente in una forma compatibile con gli spazi e i vincoli delle barche da diporto e di quelle professionali.
PowerUP, dal canto suo, mette sul tavolo i propri generatori a celle a combustibile con membrana a scambio protonico, conosciuti anche con la sigla PEM. Unendo le due anime, il progetto punta a un sistema completo capace di produrre idrogeno a partire da elettricità rinnovabile, immagazzinarlo in sicurezza sull’imbarcazione e poi riconvertirlo in energia elettrica silenziosa e pulita. La soluzione congiunta è progettata per eliminare vibrazioni, rumore ed emissioni di gas serra, restituendo all’ambiente soltanto acqua pura, in un’applicazione che le aziende descrivono come un perfetto esempio di economia circolare.
Il fondatore e amministratore delegato di PowerUP, Ivar Kruusenberg, velista da sempre, ha raccontato con un’immagine piuttosto efficace la sensazione di accendere un motore diesel in mezzo al mare dopo ore di quiete assoluta, paragonandola alla caduta di una ghigliottina. Secondo il manager, per troppo tempo il settore ha convissuto con questa incoerenza evidente tra un’esperienza di navigazione silenziosa e green e la necessità di ricorrere a un generatore che rovina la magia nel giro di pochi secondi. Con questo accordo, ha spiegato, quel compromesso viene finalmente eliminato.
Un’unica architettura energetica e le prime infrastrutture in Liguria
Anche dal lato italiano il messaggio è chiaro. Thomas Lamberti, amministratore delegato di H2Boat, ha sottolineato come la collaborazione con PowerUP permetta di proporre ai clienti una soluzione sempre più completa, che va dalla produzione allo stoccaggio fino alla generazione di elettricità pulita a bordo. Il punto, nelle sue parole, è che chi sceglie l’idrogeno non dovrà più trattare produzione, conservazione e generazione elettrica come tecnologie separate fornite da aziende diverse. Tutti questi elementi possono confluire in un’unica architettura energetica marittima, rendendo l’idrogeno un’opzione più accessibile e pratica per il settore.
Il lavoro della startup genovese non si ferma però alle tecnologie installate sulle barche. H2Boat sta sviluppando anche soluzioni per la produzione locale e il rifornimento di idrogeno insieme a clienti noti del mondo marittimo nell’area ligure e nella zona vicina al confine tra Italia e Svizzera, contribuendo così a costruire le infrastrutture necessarie per sostenere la diffusione delle applicazioni nautiche alimentate a idrogeno.
Fonte: TecnoAndroid


