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Si chiamerà Porsche Mission S la nuova supercar della Casa tedesca, annunciata in occasione della presentazione del piano Sportwagenschmiede 35. Il debutto è fissato per il 15 ottobre 2026 e avverrà ancora in veste di concept. Il suo ruolo sarà quello di anticipare la piattaforma destinata a un’eventuale super sportiva di serie con motore centrale, una soluzione che a Zuffenhausen e dintorni ha sempre un certo peso.
Lo schema infatti ricalca quello di Carrera GT e 918 Spyder, le ultime due supercar firmate Porsche. Le informazioni ufficiali per il momento si fermano qui. Le indiscrezioni che circolano da tempo però aggiungono qualche elemento interessante, sia sul fronte tecnico sia su quello stilistico, e permettono di farsi un’idea un po’ più precisa di cosa potrebbe arrivare.
Un boxer a otto cilindri per la Porsche Mission S
Il suffisso Mission non è una novità in casa Porsche. È già comparso sulle varie Mission E e sulla Mission X, il concept di una hypercar elettrica. Prototipi accomunati da powertrain a batterie, una strada che la Mission S sembra invece voler abbandonare del tutto per tornare a qualcosa di decisamente più tradizionale.
La Casa ha già confermato la presenza di un propulsore in posizione centrale. Quale sia ancora non è stato detto, ma secondo diverse voci dovrebbe trattarsi di un boxer 8 cilindri. Uno schema tecnico più unico che raro, che in Porsche è stato adottato soltanto sulla Porsche 804, la monoposto di Formula 1 degli anni ’60. Una scelta del genere avrebbe un sapore quasi nostalgico e allo stesso tempo molto concreto.
Montare un boxer sulla nuova supercar significherebbe creare un legame forte con la storia del marchio della Cavallina, mentre i due cilindri in più rispetto al solito consentirebbero di spingere più in alto la potenza. Non è escluso nemmeno che una qualche forma di elettrificazione possa dare una mano, così da reggere il confronto con rivali del calibro di Ferrari 849 Testarossa e Lamborghini Revuelto, entrambe ben oltre la soglia dei 1.000 CV.
Il mistero della ventola e il richiamo a Ferry Porsche
Sul piano del design il teaser lascia intravedere parecchio, anche se in modo piuttosto confuso. Si distinguono i gruppi ottici anteriori circolari con i classici quattro punti luminosi e la coda, che stavolta non è attraversata da una barra luminosa orizzontale. Poi c’è un dettaglio che solleva più di un interrogativo e che ha subito attirato l’attenzione degli appassionati.
Al sedicesimo secondo del filmato compare infatti una ventola accompagnata dalla scritta “Fan lock”, cioè blocco ventola, senza però alcun indizio sulla sua funzione. Le ipotesi sul tavolo sono sostanzialmente due e portano in direzioni piuttosto diverse tra loro.
La prima parte dalla frase “nel nome di Ferry Porsche” che accompagna il video della Mission S. Un riferimento che potrebbe far pensare a un ritorno del raffreddamento ad aria, abbandonato dalla 911 nel 1997 con la generazione 996. Proprio la 911 era nata sotto la guida di Ferry, quindi si tratterebbe di un ritorno al passato tutt’altro che casuale e dal significato piuttosto forte per la Casa tedesca. L’altra possibilità riguarda invece l’aerodinamica. La ventola potrebbe servire a generare effetto suolo, con un funzionamento simile a quello della ventola posteriore montata sulla Gordon Murray Automotive T.50.
Fonte: TecnoAndroid








