I prezzi variabili sul PlayStation Store sono tornati a far discutere, perché a quanto pare lo stesso gioco può costare cifre diverse a seconda dell’account con cui si effettua l’accesso. Non è un dettaglio da poco, soprattutto in un momento in cui il digitale sta prendendo il sopravvento e il supporto fisico viene spinto sempre più ai margini nelle strategie di Sony. E quando qualcosa si muove in questa direzione, l’attenzione finisce inevitabilmente su come sarà gestito il negozio nei prossimi anni.
La faccenda ruota tutto attorno a un meccanismo che diversi utenti hanno notato controllando le offerte. Lo stesso titolo, con lo stesso sconto teorico, appariva a prezzi differenti passando da un profilo all’altro. Nessuna coincidenza, insomma, ma qualcosa che sembra legato direttamente all’account.
Cosa hanno scoperto gli utenti
Le segnalazioni sono arrivate un po’ da più parti, raccolte anche tramite strumenti di monitoraggio dei prezzi come PSPrices. E qui arriva il punto interessante, perché non si parla solo di giochi di terze parti. La questione toccherebbe anche titoli legati in modo diretto al mondo PlayStation, quelli prodotti o distribuiti dalla stessa Sony. Una differenza che, se confermata su larga scala, cambierebbe non poco la percezione degli sconti che ci vengono proposti.
Il tema dei cosiddetti prezzi dinamici nel digitale non è del tutto nuovo. Già in passato era emersa l’idea che, durante le promozioni, ogni giocatore potesse ritrovarsi davanti a un importo calcolato in modo diverso rispetto agli altri. Un approccio che, va detto, fa storcere il naso a parecchi, perché rende difficile capire quanto stiamo davvero risparmiando quando compriamo qualcosa.
Il nodo del monopolio digitale
C’è poi una riflessione più ampia che si porta dietro tutta questa storia. Con l’addio ormai annunciato al formato fisico, Sony diventerà di fatto l’unica padrona dello store. Niente più alternative sugli scaffali, niente più confronto con altri rivenditori che vendono lo stesso disco a prezzi magari più bassi. Tutto passerà dal negozio digitale e da lì soltanto.
In uno scenario del genere viene spontaneo chiedersi fino a che punto pratiche come quella dei prezzi variabili possano spingersi. Quando manca la concorrenza, il rischio è che meccanismi di questo tipo diventino la norma più che l’eccezione. E per chi acquista, avere davanti un negozio che decide in autonomia quanto far pagare a ciascuno non è esattamente una prospettiva rassicurante.
Il fatto che la notizia non abbia colto di sorpresa più di tanto la dice lunga. Molti utenti sospettavano già da tempo che qualcosa del genere fosse in atto, e le ultime segnalazioni hanno solo dato corpo a un dubbio che circolava da un pezzo. La combinazione tra la fine del formato fisico e l’introduzione di logiche di pricing personalizzato tocca da vicino chiunque compri regolarmente giochi digitali su console PlayStation.