OnePlus continua a fare le valigie dai mercati occidentali, e l’ultima ondata di segnali arriva dritta da Regno Unito e Stati Uniti. Lo store ufficiale britannico, in questi giorni, mostra buona parte del catalogo con la dicitura esaurito. Non si parla di roba vecchia, tra l’altro. Sono dispositivi recenti, appena usciti, che dovrebbero essere in piena fase di vendita.
Nel Regno Unito il catalogo si svuota pezzo dopo pezzo
Il quadro è piuttosto chiaro guardando cosa manca sul sito. Smartphone come OnePlus 15 e 15R risultano non disponibili, e lo stesso vale per i tablet Pad 3 e Pad Go 2. Anche gli indossabili seguono la stessa sorte, con tutti i modelli di OnePlus Watch e i vari auricolari wireless finiti fuori dalle scorte. Insomma, una desertificazione bella e buona.
C’è ancora chi tiene botta, va detto. I rivenditori terzi più grossi, Amazon in testa, hanno quasi tutti i prodotti a catalogo. Ma la sensazione che accompagna questa situazione è quella del classico fino a esaurimento scorte. Quando finiscono, finiscono. E a quel punto trovare un dispositivo OnePlus nuovo diventerà un’impresa.
Negli Stati Uniti la situazione è forse peggiore
Oltreoceano il copione si ripete, con qualche nota in più che fa preoccupare. Il sito ufficiale americano è quasi completamente svuotato, e la distribuzione presso i negozi terzi zoppica parecchio. Alcune catene importanti, come Best Buy, hanno progressivamente cancellato i prodotti del marchio dai loro cataloghi. Amazon regge ancora, ma con scorte davvero risicate.
Sul motivo di tutto questo, silenzio quasi totale. Né OnePlus né Oppo, l’azienda che la controlla, hanno detto una parola. Del resto anche in passato, messe davanti a prove concrete, le comunicazioni ufficiali sono rimaste vaghe e sfuggenti. Chi si aspettava chiarezza è rimasto a bocca asciutta.
Il segnale europeo e i nuovi modelli in arrivo
Un altro tassello arriva dal Vecchio Continente. Proprio in questi giorni è saltato fuori che in Europa OnePlus sta dirottando i suoi potenziali clienti verso i prodotti Oppo. Un movimento che, messo insieme al resto, racconta qualcosa. E c’è dell’altro. Da poche ore circola l’ipotesi che la società voglia mandare in pensione sia la OxygenOS sia la Realme UI, unificando tutto sotto ColorOS. Un accentramento software che segue la stessa logica di quello commerciale.
Attenzione però a leggere la faccenda come un addio totale al marchio. Perché nuovi smartphone e altri dispositivi firmati OnePlus continuano a essere progettati e messi sul mercato. Giusto qualche giorno fa la società ha lanciato in India la nuova serie di smartphone economici N6. Il brand insomma non sparisce, cambia semplicemente geografia. Si concentra dove vende di più e molla la presa dove i numeri, evidentemente, non tornano.
La ritirata occidentale sembra quindi seguire un disegno preciso, dove i mercati asiatici restano il cuore delle operazioni mentre Regno Unito e Stati Uniti scivolano ai margini. I prodotti spariscono dagli scaffali senza troppe spiegazioni, e i clienti di quelle aree si ritrovano sempre più spesso a essere indirizzati altrove, verso il marchio gemello Oppo.