La storia di PlayStation è anche una storia di prezzi, e ripercorrerla generazione dopo generazione riserva più di qualche sorpresa. Perché sì, il gaming è sempre stato un hobby che richiede un certo investimento, ma non tutte le epoche hanno pesato allo stesso modo sul portafoglio degli appassionati. Capire quanto costava una PlayStation al lancio, da quella originale fino alle versioni più recenti, aiuta a mettere in prospettiva il rapporto tra tecnologia, mercato e potere d’acquisto. Ed è un viaggio che merita di essere fatto con calma.
Partiamo dall’inizio. La prima PlayStation, quella che nel 1994 cambiò le regole del gioco in Giappone e poi nel resto del mondo, arrivò in Europa nel settembre del 1995 a un prezzo che si aggirava intorno alle 599.000 lire italiane. Convertito e attualizzato, non era esattamente un regalo, ma la proposta di Sony risultava comunque aggressiva rispetto alla concorrenza dell’epoca, in particolare rispetto a Sega Saturn. Fu proprio quella scelta di prezzo a dare il via al dominio Sony nel settore console.
Con PlayStation 2, lanciata nel 2000, il prezzo al debutto europeo si attestò attorno ai 449 euro. Un costo significativo, certo, ma giustificato dal fatto che PS2 fungeva anche da lettore DVD, una tecnologia ancora costosa all’epoca. E col tempo quel prezzo scese parecchio, contribuendo a rendere PS2 la console più venduta di sempre con oltre 155 milioni di unità.
Da PS3 a PS5: l’evoluzione dei costi nel mercato europeo
Il capitolo più discusso resta quello di PlayStation 3. Al lancio europeo nel marzo del 2007, il modello da 60 GB costava la bellezza di 599 euro. Un prezzo che fece scalpore, tanto che Sony stessa ammise in seguito di aver commesso un errore strategico. Il lettore Blu-ray integrato faceva lievitare i costi di produzione, e la concorrenza di Xbox 360, già presente sul mercato a un prezzo inferiore, rese la partenza di PS3 decisamente in salita.
Con PlayStation 4 la lezione fu appresa. Nel novembre del 2013, PS4 arrivò in Europa a 399 euro, un prezzo che venne accolto con entusiasmo dal pubblico. La strategia funzionò alla grande: PS4 vendette oltre 117 milioni di unità nel mondo e riportò Sony in una posizione di dominio netto rispetto alla concorrenza.
E poi c’è PlayStation 5. Lanciata nel novembre del 2020 in piena pandemia, PS5 debuttò a 499 euro per la versione con lettore disco e a 399 euro per la Digital Edition. Prezzi tutto sommato in linea con le aspettative, anche se la scarsissima disponibilità iniziale e il fenomeno dei bagarini online fecero schizzare i costi reali ben oltre il listino ufficiale per diversi mesi. Senza contare che nel 2022 Sony decise un aumento di prezzo in diversi mercati, portando la versione standard a 549 euro in Europa, una mossa piuttosto inusuale a metà ciclo vitale di una console.
Il gaming è davvero diventato più costoso?
Guardando i numeri, la risposta non è così scontata. In termini assoluti, sì, le console PlayStation costano di più oggi rispetto agli esordi. Ma se si tiene conto dell’inflazione e di cosa offrivano quelle macchine al momento del lancio, il quadro cambia. PS2 a 449 euro nel 2000 equivale a una cifra ben superiore in euro attuali. E la prima PlayStation, convertendo le vecchie lire e aggiustando per l’inflazione, non era poi così distante dai prezzi odierni. Il vero salto si è visto con PS3, che rappresentò un picco mai più raggiunto in termini di prezzo di lancio puro, almeno fino all’aumento tardivo di PS5 nel 2022.
