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PlayStation 5 cresce del 22% negli USA nonostante il blackout

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Le vendite di PlayStation 5 negli Stati Uniti hanno chiuso settembre 2026 con una crescita del 22%, e il dato racconta una storia piuttosto diversa da quella che una parte della community si aspettava. Mentre la console Sony accelera, Nintendo e Microsoft registrano un calo nello stesso periodo. La cifra pesa ancora di più se si pensa al clima degli ultimi mesi, segnato dal blackout organizzato da alcuni giocatori PlayStation come forma di protesta.

Quel boicottaggio, almeno a guardare i numeri, sembra aver lasciato un segno davvero minimo. Settembre si presenta anzi come un mese da record per il marchio giapponese sul mercato americano, uno dei più importanti in assoluto per l’industria dei videogiochi. La contraddizione è solo apparente, perché non sempre le proteste nate in rete si traducono in scelte concrete al momento dell’acquisto. E qui il pubblico ha continuato a comprare, come se la mobilitazione non ci fosse mai stata.

I numeri di Mat Piscatella e il peso degli Stati Uniti

A mettere nero su bianco la situazione sono i dati diffusi dall’analista Mat Piscatella, nome seguito con attenzione da chi osserva l’andamento del settore in Nord America. Il quadro che ne esce è più che roseo per la console Sony, con un incremento a doppia cifra che difficilmente passa inosservato. Un più 22% in un solo mese non è un dettaglio da poco, soprattutto quando arriva in un momento in cui l’attenzione mediatica era concentrata altrove, cioè sul malcontento di una fetta di utenti.

Non si tratta nemmeno di un episodio isolato. Continuano infatti ad arrivare rilevazioni che vanno nella stessa direzione e che ridimensionano parecchio l’impatto della protesta. I giocatori che hanno aderito al blackout hanno fatto sentire la propria voce, questo è indubbio, ma il riscontro commerciale non sembra averne risentito. Almeno per ora, la distanza tra il rumore generato online e il comportamento reale dei consumatori appare piuttosto ampia. Va precisato un aspetto, però. Le cifre riguardano esclusivamente il mercato statunitense e descrivono quindi l’andamento di un territorio specifico. Proprio per questo hanno un valore significativo, visto il peso che gli Stati Uniti hanno da sempre nelle strategie dei grandi produttori di console.

Nintendo e Microsoft in calo, Sony in controtendenza

Il confronto con le rivali rende la fotografia ancora più netta. Nello stesso mese in cui PS5 cresceva, sia Nintendo sia Microsoft hanno visto le proprie vendite scendere sul territorio americano. Una dinamica che mette Sony in una posizione di evidente vantaggio e che, per certi versi, ribalta le previsioni di chi immaginava un mese complicato per l’azienda proprio a causa del boicottaggio.

Il mercato, in sostanza, ha ignorato le proteste. Gli utenti scontenti hanno scelto di manifestare il proprio dissenso, ma la massa degli acquirenti ha continuato a puntare sulla console di casa Sony, premiandola in un periodo in cui le concorrenti arretravano. Non è la prima volta che un’iniziativa nata dalla community si scontra con la realtà dei numeri, e il caso di questo autunno sembra confermarlo in modo piuttosto chiaro. Il risultato finale è un settembre che Sony può archiviare con soddisfazione. Negli Stati Uniti le vendite di PlayStation 5 sono salite del 22%, mentre quelle di Nintendo e Microsoft sono calate nello stesso arco di tempo.

Fonte: TecnoAndroid

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