Vai al contenuto
Offerte

Perseverance supera Opportunity: record di 45 km su Marte

In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni

Nessun veicolo aveva mai percorso così tanta strada su un altro mondo. Lo scorso 11 ottobre il contachilometri di Perseverance ha segnato 45,22 chilometri, superando i 45,16 di Opportunity, il rover che deteneva il record dal 2018, anno in cui smise di comunicare. Il dettaglio che colpisce davvero è il tempo. Opportunity aveva impiegato 14 anni per coprire quella distanza, mentre il nuovo primatista ci è riuscito in cinque anni e mezzo. E avrebbe potuto farcela anche prima, perché i tecnici si aspettavano il sorpasso già ad agosto. Sul cammino però sono comparse rocce chiare e insolite, forse tra le più antiche mai studiate su Marte, e il rover si è fermato due mesi per esaminarle. «È la scienza la ragione per cui il rover è su Marte», ha spiegato la responsabile scientifica del progetto Katie Stack Morgan, chiarendo che il primato poteva tranquillamente aspettare.

Dal cratere Jezero alle rocce più antiche del pianeta

Perseverance è atterrato il 18 febbraio 2021 nel cratere Jezero, una depressione larga circa 45 chilometri che miliardi di anni fa ospitava un lago, quando il pianeta rosso era più caldo e umido. Sotto la pancia trasportava Ingenuity, il piccolo elicottero che ha compiuto il primo volo controllato su un altro pianeta. Erano previsti quattro voli di prova, alla fine sono stati 72, fino alla rottura di un rotore nel gennaio 2024.

Il segreto della sua rapidità sta nella guida autonoma. Come le auto più moderne, il rover calcola da solo il tragitto tra un punto e l’altro senza istruzioni passo passo da Terra, aiutato da un processore aggiuntivo più veloce di quello del gemello Curiosity. Un abisso rispetto a Sojourner, il primo rover della Nasa, che nel 1997 percorse circa 100 metri in dodici settimane eseguendo soltanto i comandi ricevuti. Dopo il fondo del cratere, nel 2022 il veicolo ha raggiunto l’antico delta fluviale, il luogo più promettente per cercare tracce organiche, per poi risalire oltre il bordo fino a Lac de Charmes. Lì affiorano rocce di circa quattro miliardi di anni, un’età rarissima sulla Terra dove tettonica ed erosione rimodellano continuamente la superficie. Le pietre chiare che hanno frenato la corsa sono gabbri, rocce vulcaniche a grana grossa simili al basalto ma raffreddate più lentamente in profondità. Portano segni di fusione e di forti shock, forse il risultato di tre impatti meteoritici successivi. Il rover ha provato a perforarne una, senza successo perché troppo dura.

I campioni di Perseverance e il ritorno che non arriva

La missione è nata soprattutto per raccogliere campioni. Finora sono stati riempiti 33 tubi con rocce, polvere e atmosfera marziana, e dieci sono già stati lasciati in un deposito sulla superficie, pronti per essere recuperati. Il più prezioso si chiama Sapphire Canyon, prelevato nel luglio 2024 da Cheyava Falls, una roccia a punta di freccia ai margini della Neretva Vallis. È coperta di piccole macchie chiare bordate di scuro, simili al manto di un leopardo. Sulla Terra formazioni del genere nascono quando i microbi digeriscono materia organica sepolta nei sedimenti. Per Adrian Broz della Purdue University, coautore dello studio pubblicato nel settembre 2025, è la prima volta che su Marte emerge qualcosa che merita la definizione di «potenziale biofirma». Quelle macchie potrebbero però avere un’origine puramente chimica o geologica, e gli strumenti di bordo non bastano a sciogliere il dubbio. Serve un laboratorio terrestre, come insegna il meteorite ALH84001 trovato in Antartide nel 1984, le cui presunte tracce di vita si rivelarono compatibili con processi non biologici.

Il viaggio di ritorno era affidato a Mars Sample Return, programma congiunto di Nasa ed Esa. Il piano del 2020 prevedeva un lander con un rover raccoglitore, il primo razzo capace di decollare da Marte e un orbiter europeo incaricato di catturare il contenitore. Il progetto si è complicato e il costo stimato è salito fino a circa 9,5 miliardi di euro. Tra tagli e calo del sostegno politico, l’agenzia lo ha sospeso nel 2024 e poi cancellato, dopo una spesa di circa 2,2 miliardi di euro, più dei circa 2,1 serviti a costruire e lanciare lo stesso Perseverance. L’amministratore Jared Isaacman ripete che prima o poi qualcuno andrà a riprendere quelle provette. Lockheed Martin ha proposto una missione a prezzo fisso sotto i 2,6 miliardi di euro per riportare 30 campioni entro il 2037. Intanto la Cina con Tianwen 3, lancio previsto nel 2028, punta a portare materiale marziano sulla Terra nel 2031, senza però passare da Jezero. Il rover, certificato per 20 chilometri, gode di ottima salute e la Nasa lavora per estendere il limite a 100. La prossima tappa è Rainbow Falls, verso sud lungo il bordo del cratere, un’area ricca di caolinite, l’argilla che si forma quando l’acqua altera la roccia.

Fonte: TecnoAndroid

Condividi:
173 Condivisioni