L’app di Perplexity per macOS si aggiorna e introduce il supporto al protocollo MCP, una novità che punta a rendere l’interazione tra intelligenza artificiale e applicazioni locali molto più fluida e diretta. Anche se la configurazione non è delle più immediate, soprattutto a causa dei limiti imposti dal sistema di sicurezza di macOS e dell’App Store, si tratta di un passo avanti importante per l’integrazione delle AI nel sistema operativo di Apple.
Il protocollo Model Context Protocol, noto come MCP, è stato sviluppato da Anthropic, e si sta imponendo come standard per permettere alle AI di comunicare in modo efficace con app, servizi e file locali. Si potrebbe paragonare a un “linguaggio comune” che consente di riassumere appunti, accedere a Google Drive o creare promemoria nel calendario, solo per citare alcuni esempi pratici già attivi nell’app Perplexity.
Come attivare MCP su Perplexity per Mac ecco le linee guida per gli utenti
Per poter utilizzare le funzioni basate su MCP non basta aggiornare l’app principale. Serve installare un’app secondaria, chiamata Perplexity XPC, che consente all’AI di superare le restrizioni della sandbox di macOS. Questa app ausiliaria non è disponibile direttamente su App Store e viene suggerita dall’app principale attraverso una notifica guidata.
Una volta installata, è necessario configurare manualmente i server MCP con cui si desidera interagire. Perplexity ha pubblicato alcuni video guida per agevolare la procedura, ma al momento questa fase resta rivolta agli utenti più esperti, abituati a gestire configurazioni personalizzate.
La buona notizia è che, anche se si tratta ancora di un sistema in fase pionieristica, il potenziale è notevole: l’assistente AI può accedere direttamente a file e servizi del Mac, rispondere meglio alle richieste e automatizzare azioni complessein pochi secondi. Una novità che potrebbe presto diventare lo standard per molte altre applicazioni AI. Un altro traguardo quindi è stato raggiunto, dopo che gli utenti lo avevano invocato a gran voce.