Anne Hathaway ha una teoria affascinante su Penelope e Ulisse. Se vivessero oggi, dice, sarebbero una di quelle coppie che sfrecciano insieme sulla stessa moto. L’attrice statunitense, classe 1982, interpreta la moglie dell’eroe greco ne l’Odissea, il nuovo film di Christopher Nolan arrivato nelle sale il 16 luglio 2026. Accanto a lei c’è Tom Holland, che veste i panni di Telemaco, il figlio.
Il poema di Omero, si sa, non racconta soltanto il viaggio dell’eroe interpretato da Matt Damon. C’è anche chi resta a casa ad aspettare. Penelope e Telemaco, per vent’anni, tengono viva la speranza del ritorno di Ulisse. Lei è regina ma non può salire al trono, e il palazzo è pieno di pretendenti pronti a sposarla per prenderne il posto. Lui, invece, cerca un padre che ricorda a malapena. Tutto il peso del significato di casa, in questa epica di Nolan, poggia sulle spalle di questi due personaggi.
Una Penelope molto più complessa di come la immaginiamo
Quando si pensa a Penelope, viene naturale immaginare la moglie fedele in attesa. Ma il personaggio è molto di più. “L’istinto è pensare che il ruolo della moglie non sia particolarmente interessante. Ma se la moglie fedele fosse, di per sé, un personaggio complesso?”, riflette Hathaway durante l’incontro a Londra. L’attrice è convinta che al cinema, certe volte, a questi personaggi non venga dedicato abbastanza spazio per mostrare la loro reale profondità. Cosa cambia allora nel Odissea? “Questo è un film di Christopher Nolan. Lui capisce la complessità”, sottolinea.
Per entrare nel personaggio, Hathaway ha immaginato come sarebbero Ulisse e Penelope oggi. “Quello che mi interessava era non negare ciò che la gente sa già di lei. È paziente, leale, modesta, ma è anche molto di più. Ho pensato: è una regina, in un certo senso quello è il suo lavoro. Ma cosa succederebbe se, quando nessuno li vede, lei e Odisseo fossero completamente matti? Se fossero selvaggi e perdutamente innamorati?”. Da qui l’immagine dei due in sella a una moto.
Holland, seduto al suo fianco, cerca un paragone ancora più recente: “Sarebbero come quella coppia che ha scalato l’Empire State Building”. Il riferimento è ad Angela Nikolau e Ivan Kuznetsov, due artisti e scalatori noti per arrampicarsi sugli edifici più alti del pianeta. Il 1 luglio l’hanno fatto proprio con l’Empire State Building, appendendo uno striscione con su scritto: “Quando il potere dell’amore vince l’amore per il potere, il mondo conosce la pace”. Poi lui le ha fatto la proposta di matrimonio. Sono stati arrestati dalla polizia di New York e la loro comparizione in tribunale è prevista per agosto. “Si incastrano alla perfezione”, aggiunge Hathaway su Penelope e Ulisse.
Un legame nato dietro le quinte
Hathaway conosceva già il modo di lavorare di Nolan. È stata Selina Kyle in Il cavaliere oscuro. Il ritorno del 2012 e Amelia Brand in Interstellar del 2014. Per Tom Holland, invece, è la prima volta con il regista. E si è trattato del progetto più ambizioso della carriera del cineasta. L’attore ha dovuto dare vita a un ragazzo nel pieno del proprio percorso di crescita, in attesa di un padre che nella sua testa è più mito che ricordo.
“Siamo stati fortunatissimi con il materiale che avevamo nella sceneggiatura. Chris è così riconosciuto come regista che a volte si dimentica quanto sia bravo come sceneggiatore”, spiega l’attore. “Nel mio caso è venuto tutto molto naturale. Leggendo il copione ho capito subito cosa voleva ottenere con questo personaggio”. Ha aiutato anche il fatto che Damon fosse un compagno di lavoro meraviglioso.
Holland si è appoggiato molto alla preparazione. “Ho avuto la fortuna di passare qualche settimana con lui prima delle riprese. Annie e io siamo diventati amici subito. Ho sentito che Annie era come il mio salvagente durante le riprese. E anche Matt lo è stato”. Fingere di sentire la mancanza del padre non è stato difficile. “Fingere di sentire la mancanza di Matt Damon non è stato per niente complicato, perché ero entusiasta che lui fosse mio padre. Pensavo: voglio conoscerlo”. Un sentimento reciproco, racconta Hathaway: “Nel frattempo io e Matt ci dicevamo: ci credi al ragazzo che ci è capitato? Dio mio, quanto è meraviglioso nostro figlio”.