Vai al contenuto
Offerte

iPhone Duo, Ternus ammette scorte limitate e crepe sul display

In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni

Durante la prima conference call sui conti trimestrali da amministratore delegato, John Ternus ha ammesso che le forniture di iPhone Duo restano limitate e che Apple non è ancora in grado di prevedere quando domanda e offerta torneranno in equilibrio. Le domande degli analisti si sono concentrate quasi tutte sul primo pieghevole della casa di Cupertino, ma a pesare sulla giornata è stato soprattutto il titolo in Borsa, crollato dopo la pubblicazione dei risultati del quarto trimestre fiscale.

Uno dei temi più caldi riguarda il display. Su alcuni esemplari di iPhone Duo è comparsa una crepa al centro dello schermo interno, proprio lungo la linea della cerniera. Le segnalazioni parlano anche di una linea orizzontale di luce bianca molto intensa che si dirama dalla frattura centrale. Ternus ha ribadito più volte che il problema coinvolge solo una percentuale molto ridotta di unità e che i dispositivi difettosi vengono restituiti ad Apple, che provvede alla sostituzione.

Forniture col contagocce e una Siri sempre più usata

Il pieghevole è arrivato sul mercato a ottobre con scorte scarse e una domanda molto alta. Lunedì il CEO ha detto senza giri di parole che “Duo è limitato a oggi”, un’affermazione che non ha sorpreso nessuno. Apple sta lavorando per far arrivare lo smartphone nelle mani del maggior numero possibile di persone e nel minor tempo possibile. Secondo Ternus l’aumento della produzione procede senza intoppi, eppure l’azienda non sa ancora dire quando la situazione si stabilizzerà.

C’è stato spazio anche per Siri. Il manager ha spiegato che l’assistente, tra richieste basate sull’intelligenza artificiale e quelle tradizionali, gestisce oggi 2,5 miliardi di interazioni al giorno. Alla WWDC 2024 Apple aveva comunicato una cifra di 1,5 miliardi di richieste vocali quotidiane. Ternus ha preso il posto di Tim Cook il 1 settembre ed è il terzo a ricoprire questo ruolo da quando Steve Jobs fu nominato CEO ad interim nel 1997, incarico diventato definitivo nel gennaio del 2000. Cook gli era subentrato nell’agosto del 2011.

I conti di Apple e il tonfo del titolo

Sul fronte dei numeri il protagonista resta iPhone. Wall Street si aspettava ricavi trimestrali di circa 49 miliardi di euro per lo smartphone, invece le vendite si sono attestate intorno ai 49,5 miliardi, con una crescita del 17,4% su base annua. Il contributo del Duo a questi risultati è stato minimo. Sull’intero anno fiscale 2026 il fatturato legato agli iPhone è salito di oltre il 21%, arrivando a circa 218,5 miliardi di euro contro i 180 miliardi dell’anno precedente.

Trimestre complicato invece per iPad, sceso di oltre il 10% a circa 5,4 miliardi di euro, sotto le stime degli analisti che indicavano 5,8 miliardi. Su base annua il tablet ha incassato circa 24 miliardi, una cifra leggermente inferiore a quella del 2025. Il secondo settore più importante dopo lo smartphone è quello dei Servizi, che ha generato circa 27,2 miliardi di euro nel trimestre e circa 106 miliardi nell’intero anno fiscale. Delude la divisione che comprende AirPods e Apple Watch, ferma a circa 7,1 miliardi contro attese di 7,8 miliardi, mentre su dodici mesi ha raccolto circa 30,6 miliardi, praticamente in linea con l’anno prima.

Nel complesso Apple ha chiuso il trimestre con ricavi di circa 98,5 miliardi di euro, rispetto agli 88,1 miliardi dello stesso periodo del 2025. L’intero anno fiscale 2026 si è chiuso a circa 411,8 miliardi contro i 357,9 dell’esercizio precedente. L’utile netto trimestrale ha toccato circa 26,4 miliardi, pari a 1,81 euro per azione, a fronte dei 23,6 miliardi di un anno fa. Su base annua i profitti sono arrivati a circa 113,7 miliardi, contro i 96,3 miliardi del 2025.

Nonostante questi numeri, le azioni Apple hanno sofferto parecchio. Durante la seduta regolare il titolo ha perso circa 5,4 euro, pari all’1,83%, chiudendo intorno ai 291 euro. Il colpo più duro è arrivato però dopo la chiusura dei mercati, quando le quotazioni sono scese di altri 8,2 euro circa, cioè il 2,81%, fermandosi intorno ai 283 euro.

Fonte: TecnoAndroid

Condividi:
179 Condivisioni