Il legame tra intelligenza artificiale e apparato militare statunitense si fa ogni giorno più stretto. Amazon Web Services, Microsoft e NVIDIA hanno firmato accordi ufficiali con il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti per mettere a disposizione dei militari americani le proprie tecnologie avanzate, da impiegare su reti classificate. Non si tratta di semplici protocolli d’intesa generici, ma di intese operative pensate per modernizzare le capacità di intervento e di analisi dei dati su larga scala.
A queste tre realtà si affianca anche Reflection AI, una realtà emergente che evidentemente ha saputo guadagnarsi un posto al tavolo dei grandi. Ed è proprio questo il punto: il Pentagono sta costruendo una rete di collaborazioni sempre più ampia con i protagonisti della Silicon Valley, e il messaggio è piuttosto chiaro. L’AI non è più un accessorio futuristico, è diventata un pilastro delle strategie di difesa nazionale.
Un club sempre più affollato, con una grande assente
La lista delle aziende tech che collaborano con il Pentagono era già piuttosto lunga. Nomi come xAI, OpenAI e Google avevano già stretto accordi simili, e con l’ingresso di Amazon Web Services, Microsoft e NVIDIA il quadro si completa quasi del tutto. Quasi, perché c’è un’assenza che pesa. L’unica grande azienda americana a non far parte di questo gruppo è Anthropic, e la sua posizione in questo momento è tutt’altro che comoda.
Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha assunto una linea molto dura nei confronti della società, arrivando a minacciare di etichettarla come un rischio per la catena di approvvigionamento. La questione ruota attorno ai limiti che Anthropic ha inserito nei propri modelli di intelligenza artificiale per impedirne determinati utilizzi. Da una parte il governo statunitense, che avrebbe chiesto maggiore flessibilità per applicazioni legate alla sicurezza nazionale. Dall’altra Anthropic, che ha scelto di non superare certe barriere etiche e funzionali nei propri sistemi.
La battaglia legale e le conseguenze sul mercato
Quella resistenza non è passata inosservata. Il presidente Trump ha ordinato a tutte le agenzie federali di interrompere l’utilizzo dei prodotti Anthropic entro sei mesi, una mossa che ha innescato una battaglia legale tuttora in corso nelle aule di tribunale. Lo scontro non è solo istituzionale: sta avendo ripercussioni anche sulla percezione degli utenti, che secondo le dinamiche attuali starebbero premiando Claude AI, il modello di Anthropic, a scapito di ChatGPT.
Una situazione paradossale, se vogliamo. Da un lato Anthropic si ritrova tagliata fuori dai contratti militari e sotto pressione politica, dall’altro il suo prodotto guadagna terreno tra gli utenti comuni. Resta da capire quanto potrà reggere questa posizione, con il governo federale che spinge in una direzione e l’azienda che tiene il punto nella direzione opposta. Intanto Amazon Web Services, Microsoft e NVIDIA si sono assicurate un ruolo di primo piano nella strategia di difesa americana, consolidando il proprio peso non solo nel settore commerciale ma anche in quello della sicurezza nazionale.