Chi è abituato a pagare con lo smartphone o lo smartwatch può tirare un sospiro di sollievo. Una novità legislativa in arrivo nelle prossime settimane allarga l’obbligo di accettare i pagamenti elettronici e mette finalmente nero su bianco anche i wallet digitali e le app come Google Pay, Apple Pay e Satispay. Tradotto in parole semplici, i negozi non potranno più dire di no a una transazione fatta in questo modo.
Tutto nasce dalla conversione definitiva del cosiddetto decreto Accise. Il parlamento ha aggiornato la normativa già esistente, estendendo l’obbligo agli strumenti di pagamento più moderni. Chi rifiuta una transazione di questo tipo rischia una sanzione. Un passaggio che sembra piccolo, ma che chiude una porta rimasta aperta per anni.
Cosa cambia davvero con le nuove regole
Dal 2022 i commercianti italiani sono già tenuti ad accettare pagamenti con bancomat e carte di credito o debito tramite POS. Il problema è che la vecchia formulazione lasciava margini di interpretazione, perché parlava soprattutto di carte di pagamento e moneta elettronica senza citare in modo esplicito i wallet digitali usati ormai da milioni di persone.
Con le modifiche arrivate durante l’iter parlamentare del decreto Accise, il testo è stato ritoccato sostituendo alcuni termini chiave con definizioni più ampie. Risultato, l’obbligo non riguarda più soltanto le tradizionali carte fisiche ma qualsiasi strumento che permetta di completare un pagamento elettronico. Un negoziante, quindi, non potrà più rifiutare un acquisto saldato tramite smartphone o smartwatch con servizi come Google Pay, Apple Pay o Satispay, così come con altri wallet compatibili con il POS. Le nuove disposizioni entreranno ufficialmente in vigore il giorno successivo alla pubblicazione della legge in Gazzetta Ufficiale, attesa a breve.
Le sanzioni per chi dice di no
Sul fronte delle multe non cambia nulla rispetto a quanto previsto dalla normativa entrata in vigore nel giugno 2022. Chi rifiuta un pagamento elettronico va incontro a una sanzione composta da una quota fissa di 30 euro, a cui si aggiunge una parte variabile pari al 4% del valore della transazione rifiutata. Per fare un esempio concreto, su un acquisto da 100 euro la multa complessiva arriverebbe a 34 euro.
L’idea dietro la modifica non è certo quella di gonfiare le sanzioni, quanto piuttosto eliminare ogni possibile zona grigia. In pratica si tratta di adeguare la legge a come sono cambiati i pagamenti negli ultimi anni, con la crescita costante di smartphone e dispositivi indossabili usati per acquistare.
La novità arriva in un momento in cui i pagamenti digitali sono diventati abitudine quotidiana per moltissimi italiani. Sempre più persone preferiscono lasciare il portafoglio a casa e affidarsi direttamente allo smartphone o allo smartwatch per chiudere gli acquisti in modo rapido e sicuro.
I numeri raccontano bene questa direzione. Nel corso del 2025 in Italia sono stati effettuati circa 12,3 miliardi di pagamenti elettronici nei negozi fisici, con una crescita del 13,5% rispetto all’anno precedente. Allo stesso tempo è calato il ricorso ai prelievi di contante, segno evidente di una diffusione sempre maggiore delle soluzioni contactless.
L’aggiornamento normativo va quindi nella direzione di una maggiore tutela dei consumatori, che potranno usare con più tranquillità il metodo di pagamento preferito senza il rischio di vederselo rifiutato solo perché effettuato tramite un wallet digitale anziché con una carta fisica.