La caccia di OpenAI a un dispositivo capace di insidiare iPhone si arricchisce di un nuovo colpo grosso, perché un altro pezzo grosso di Apple sta per cambiare casacca. Si parla del responsabile del Vision Products Group, ovvero la divisione che cura Vision Pro e i futuri occhiali smart della Mela. Una notizia che sa di déjà vu, visto quanto spesso negli ultimi mesi i corridoi di OpenAI si siano riempiti di ingegneri arrivati direttamente da Cupertino.
Un altro talento Apple verso OpenAI
Il nome che fa rumore è quello di Paul Meade, vicepresidente dell’ingegneria hardware proprio nel Vision Products Group. Dopo quindici anni passati in Apple, dove ha seguito da vicino sia Vision Pro sia il progetto degli occhiali smart in arrivo, Meade chiuderà la sua esperienza la prossima settimana. La destinazione è la divisione hardware di OpenAI, quella tutta concentrata nel portare sul mercato una serie di dispositivi di consumo legati all’intelligenza artificiale.
Negli ultimi tempi OpenAI ha lavorato a parecchi prototipi. Tra questi ci sono auricolari con intelligenza artificiale dal nome in codice “Sweetpea”, che però potrebbero arrivare in negozio con il marchio “Dime”, e un oggetto a forma di penna identificato internamente come “Gumdrop”. Progetti curiosi, ma forse messi temporaneamente in pausa. Stando alle indiscrezioni dell’analista Ming Chi Kuo, già nei mesi scorsi OpenAI avrebbe congelato la sua gamma di gadget per dare priorità a un altro obiettivo, ben più ambizioso.
Uno smartphone con cuore MediaTek
Quell’obiettivo è uno smartphone alimentato dall’intelligenza artificiale, pensato per dare del filo da torcere al dominio di iPhone. Secondo Kuo, l’assemblaggio sarebbe affidato a Luxshare, mentre il cuore del telefono dovrebbe essere una versione personalizzata del Dimensity 9600 di MediaTek, chip ancora in fase di sviluppo.
Per chi non avesse seguito i dettagli tecnici, il Dimensity 9600 si baserà sul nodo produttivo N2P di TSMC. La variante Pro dovrebbe montare 2 core ARM C2 Ultra spinti fino a circa 5GHz, 3 core ARM C2 Premium e 3 core ARM C2 Pro. Una configurazione 2+3+3 che ricalca da vicino quella del futuro Snapdragon 8 Elite Gen 6 di Qualcomm.
Nel frattempo Vision Pro continua a faticare a sfondare verso il grande pubblico, mentre gli occhiali smart di Apple non arriveranno prima della fine del 2027. Gli occhiali AR veri e propri sono addirittura slittati al 2028, forse al 2029. Numeri che spiegano bene perché Meade abbia scelto proprio adesso di salutare la compagnia.
Una fuga di cervelli che non si ferma
Meade non è certo l’unico ad aver lasciato Apple negli ultimi mesi. A gennaio del 2026 l’azienda ha perso Stuart Bowers, dirigente chiave legato a Siri, passato a DeepMind di Google. A dicembre del 2025 erano già usciti quattro pezzi importanti, tra cui l’allora responsabile dell’intelligenza artificiale John Giannandrea e il capo del design dell’interfaccia Alan Dye.
C’è poi il fronte iPhone. Il team di design storico ha visto partire diversi nomi verso io, la società di Jony Ive che proprio OpenAI ha acquisito nella sua corsa a un dispositivo capace di soppiantare iPhone. Si parla di una quarantina di ingegneri Apple finiti sotto l’ala di OpenAI, tra cui Matt Theobald, esperto di progettazione produttiva, e Cyrus Daniel Irani, già a capo del design dell’interfaccia umana.
Per arginare questa emorragia, Apple ha rivisto al rialzo i bonus destinati ai membri chiave del team di design. Ora questi ultimi possono arrivare a guadagnare tra i 180.000 e i 360.000 euro di bonus annuale, una cifra che varia a seconda dell’andamento del titolo in borsa.