Le impostazioni rapide di One UI hanno sempre avuto qualcosa che non andava, e con l’arrivo di One UI 8.5 Samsung ha finalmente messo mano a uno dei pannelli più discussi del suo software. Il riferimento è proprio alle Quick Settings, quell’area che raccoglie i pulsanti per Wi-Fi, Bluetooth, modalità aereo e tanto altro. Un cambiamento che, va detto, avvicina parecchio l’esperienza a quella dei Pixel di Google.
Per anni il pannello delle impostazioni rapide di Samsung ha portato con sé un paio di scelte di design discutibili. Da un lato la separazione tra notifiche e impostazioni rapide, una soluzione presa in prestito da iPhone che non ha entusiasmato quasi nessuno. Dall’altro, un modo davvero strano di organizzare gli interruttori. E qui sta il punto.
Come funzionavano le Quick Settings prima di One UI 8.5
Espandendo il pannello completo, ci si trovava davanti a gruppi di interruttori divisi in sezioni che si potevano modificare e spostare, ma con grossi limiti. Di solito Wi-Fi e Bluetooth comparivano in alto come due toggle a doppia larghezza, accoppiati per forza. Seguivano una sezione di interruttori più piccoli che richiedeva un’ulteriore strisciata per espandersi, i cursori per luminosità e volume, e poi altri toggle a doppia larghezza per cose come Dispositivi nelle vicinanze, Modalità e simili.
Il problema? Queste sezioni si potevano riordinare, ma non mescolare tra loro. Wi-Fi e Bluetooth dovevano restare insieme, con una dimensione fissa che non si poteva cambiare. Non c’era modo di spostarli tra gli interruttori più piccoli, né di scegliere quali impostazioni usate più spesso rendere più grandi. Anche elementi come Smart View e Modalità non si potevano rimuovere. Diciamolo: la maggior parte delle persone lascia Wi-Fi e Bluetooth sempre attivi, quindi perché obbligare a tenerli in formato grande? La sensazione era quella di un sistema che imponeva troppo, lasciando uno spazio risicato alla personalizzazione vera.
Con One UI 8.5 si può finalmente personalizzare tutto
Dopo l’aggiornamento di un Galaxy Z Flip 7 a One UI 8.5, le differenze saltano subito all’occhio. E sono proprio quelle che servivano. Wi-Fi e Bluetooth non sono più costretti a stare grandi e appaiati: ora ogni singolo interruttore si può ridimensionare e spostare dove si vuole. Funziona esattamente come nelle Quick Settings dei Google Pixel, che restano probabilmente l’implementazione meglio riuscita in circolazione.
Toccando l’icona della matita per modificare il pannello, ogni toggle mostra ora una piccola maniglia. La maggior parte degli interruttori può essere solo 1×1 o 1×2, mentre i cursori si possono ridimensionare in verticale. Si possono trascinare gli interruttori fuori dalla sezione espandibile, oppure risparmiare spazio mettendo tutto lì dentro e allungandola. Elementi come Modalità, Dispositivi nelle vicinanze e Smart View si possono finalmente ridimensionare o togliere del tutto. Per aggiungere un nuovo toggle basta toccare “Aggiungi un controllo” in fondo allo schermo: lì compaiono tutte le opzioni disponibili, ordinate per applicazione di provenienza. Un passo avanti notevole rispetto al vecchio calderone, e per certi versi anche rispetto al design di Google.
Qualche stranezza resta nelle Quick Settings di Samsung
Nonostante l’entusiasmo, qualche bizzarria sopravvive. Su tutte, la sezione “Quick Settings principali”, ovvero la riga di interruttori che appare con la prima strisciata verso il basso quando le notifiche sono ancora visibili, almeno usando il layout “Insieme”. Samsung tratta questi toggle come entità a sé, separati dal pannello principale. Su un Google Pixel e sulla maggior parte degli altri dispositivi Android, le impostazioni rapide che si vedono insieme alle notifiche sono semplicemente i primi elementi della lista completa. Difficile capire perché Samsung obblighi a personalizzare la stessa cosa in due posti diversi, invece di far diventare i “Quick Settings principali” i primi sei toggle del pannello principale in automatico.
Resta comunque un miglioramento enorme. Il telefono è di chi lo usa, e le impostazioni rapide dovrebbero rispecchiare le esigenze di ognuno. Un pannello pensato per l’accesso veloce ha senso solo se si può configurare a piacimento, e per Samsung era ora di ammetterlo.