L’ondata di calore che sta investendo l’Europa in queste ore è la più intensa dal 2003, con il termometro che ha sfondato i 40°C in molte regioni del continente. A pagare il prezzo più alto sono Francia, Italia e Germania, dove le condizioni meteo si sono fatte davvero pesanti. Nell’ultimo bollettino del Ministero della Salute italiano risultano 15 città su 27 contrassegnate oggi con il bollino rosso, il livello massimo di allerta. Domani 24 giugno saranno 16, mentre il giorno seguente si arriverà a 17.
Il quadro è chiaro a chi guarda i numeri. Le temperature toccano picchi fino a 12°C oltre le medie del periodo e l’alta pressione non accenna a mollare la presa, creando una situazione critica che va dal Portogallo fino alla Svezia. A Parma, durante lo scorso fine settimana, gli accessi al Pronto Soccorso per colpi di calore sono stati 1.068 in totale, con un picco di 370 persone registrato solo nella giornata di sabato. E intanto l’intero bacino del Po continua a prosciugarsi a vista d’occhio.
Il blocco omega e la Francia in ginocchio
Gli esperti parlano di blocco omega, un nome che deriva dalla forma che l’anticiclone africano ha disegnato sull’Europa. Al centro un caldo estremo, ai lati invece temperature più miti. Un paradosso interessante riguarda la Turchia, dove la regione dell’Anatolia, solitamente rovente in questo periodo dell’anno, sta facendo segnare valori sotto la media. La Francia, al contrario, è il Paese più martoriato di tutti.
Oltralpe è scattata una riunione straordinaria per gestire l’emergenza. Negli ultimi giorni due bambini hanno perso la vita dentro un’auto, mentre 13 persone sono morte per annegamento nel tentativo di sfuggire alla calura delle città. Oltre 1.350 scuole sono state chiuse. È stato persino spento un reattore della centrale nucleare di Golfech, vicino a Tolosa, perché la Garonna aveva superato il limite di sicurezza dei 28°C. Lo stesso problema si era presentato anche lo scorso anno. La presidente della regione Île-de-France ha consigliato ai cittadini di rinviare i viaggi in treno quando possibile, dato che la rete ferroviaria non regge temperature superiori ai 50°C.
Caldo estremo anche in Germania, Belgio e Regno Unito
Le temperature record non risparmiano nemmeno il resto del continente. In Belgio e in Germania la situazione resta tesa. All’aeroporto di Francoforte diversi passeggeri sono stati soccorsi dopo essere rimasti bloccati a bordo del proprio aereo per più di un’ora sulla pista, in attesa del decollo.
Anche il Regno Unito finisce nel mirino di questa ondata anomala. Dopo le stranezze climatiche già viste a maggio, ora sono previsti picchi di 40°C in diverse zone dell’Inghilterra centrale e meridionale, con particolare attenzione alle aree di Londra, Birmingham e Bath. Una mappa del caldo che, da nord a sud, lascia ben poco scampo a chi si trova in queste settimane sul continente europeo.