Le idee per un seguito di Obsession ci sono già, eccome, ma il regista Curry Barker non sembra avere alcuna fretta di metterle in cantiere. Anzi, la sensazione è che preferisca lasciare respirare il primo film prima di buttarsi su un capitolo successivo, convinto che il pubblico resterebbe entusiasta anche aspettando un po’ più del previsto.
L’idea c’è, la fretta no
A sentire le parole del regista, il materiale per costruire un secondo film non manca di certo. Barker ha lasciato intendere di avere in mente qualcosa che definisce “un’idea davvero forte” per Obsession 2, segno che il progetto gli frulla in testa con una certa concretezza e non si tratta soltanto di una suggestione passeggera buttata lì per riempire un’intervista.
Quello che colpisce, però, è l’approccio rilassato con cui affronta tutta la questione. Niente corse contro il tempo, niente smania di sfruttare l’onda del momento. Il punto di vista di Curry Barker è chiaro su un aspetto in particolare: il fatto che il pubblico sarebbe ugualmente carico anche se il sequel arrivasse “un po’ più avanti nel tempo”, senza la necessità di forzare i ritmi della produzione.
Perché aspettare può essere la scelta giusta
C’è una logica dietro questa calma apparente. Lanciare un seguito troppo in fretta rischia spesso di togliere qualità al risultato finale, e a quanto pare il regista preferisce non cadere in questa trappola. Lasciare che un’idea maturi, prendendosi il tempo necessario, può fare la differenza tra un film costruito di corsa e uno pensato davvero come si deve. L’entusiasmo attorno a Obsession evidentemente c’è, altrimenti non si parlerebbe già di un possibile secondo capitolo. Ma Barker sembra avere ben chiaro che certe cose non vanno tirate per le lunghe né, al contrario, spinte avanti senza criterio. Il sequel insomma non è una priorità immediata, almeno non nei termini di una produzione lampo da mandare in cantiere domani mattina.
Per adesso resta tutto sospeso tra l’intenzione e la realizzazione concreta. Le idee, quelle, sono pronte e ben definite nella mente di chi ha firmato il primo film. Manca solo decidere quando sarà il momento giusto per trasformarle in qualcosa di tangibile, e su questo Curry Barker sembra voler andare con i suoi tempi, senza lasciarsi mettere fretta da nessuno.