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Nvidia, un abbonamento annuale per ogni GPU: il piano di Huang

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Nvidia vuole guadagnare non solo dai chip ma anche dal software, e il piano di Jensen Huang punta proprio a trasformare ogni processore venduto in una fonte di incasso che duri nel tempo. Finora il colosso americano si è concentrato soprattutto sulla vendita di componenti, un modello che nel campo dei processori per l’intelligenza artificiale ha prodotto affari miliardari. Si tratta però di un sistema con un limite piuttosto evidente: una volta consegnato l’hardware, per tornare a incassare bisogna piazzare altri chip. L’idea ora è diversa e passa da un abbonamento legato a ciascuna GPU, capace di generare entrate anche negli anni successivi all’acquisto.

Il ragionamento alla base è semplice da capire anche per chi non mastica tecnologia tutti i giorni. Vendere una scheda significa incassare una volta sola, poi il rapporto commerciale si ferma finché il cliente non decide di comprare nuove componenti. Con una formula ricorrente, invece, ogni unità installata continua a produrre valore per l’azienda finché resta in funzione. Per il gruppo di Santa Clara sarebbe un cambio di passo notevole, perché il guadagno non dipenderebbe più soltanto dal ritmo delle nuove forniture.

Il piano di Jensen Huang per i ricavi ricorrenti

La strategia mira a trasformare l’intero ecosistema AI dell’azienda in una fonte di ricavi ricorrenti. A spiegarlo è stato direttamente il CEO Jensen Huang durante la GTC di Berlino del 22 ottobre, dove ha indicato una cifra precisa. Parliamo di un costo indicativo di circa 1.790 euro all’anno per ogni GPU, destinato a coprire l’uso del software necessario al funzionamento degli agenti AI nei data center.

Il numero va letto con attenzione, perché è stato presentato come esempio e non come listino definitivo. Resta comunque significativo per capire l’ordine di grandezza dell’operazione. Moltiplicata per le migliaia di unità che popolano un grande centro di calcolo, una quota annuale di questo tipo può diventare una voce di bilancio tutt’altro che marginale, sia per Nvidia sia per le aziende che dovranno sostenerla. La differenza rispetto alla vendita tradizionale è sostanziale. Fino a oggi il prodotto coincideva con il chip, mentre con questo approccio diventa un servizio che accompagna l’hardware per tutta la sua vita operativa. Il cliente non paga più soltanto la potenza di calcolo, ma anche gli strumenti che permettono di sfruttarla in un contesto preciso come quello degli agenti intelligenti.

Cosa copre l’abbonamento software di Nvidia

La somma indicata da Huang riguarda nello specifico il software che serve per eseguire gli agenti AI. Non è un dettaglio da poco, perché far girare questi sistemi su larga scala richiede molto più della semplice potenza delle schede. Servono piattaforme in grado di controllarne il funzionamento, di gestire le autorizzazioni e soprattutto di garantire la sicurezza dell’intera infrastruttura.

È proprio qui che Nvidia vuole inserirsi. Gli agenti AI operano in modo sempre più autonomo, e quando sono tanti e lavorano in parallelo dentro un data center diventa fondamentale sapere cosa fanno, a quali risorse possono accedere e come vengono protetti. Una piattaforma di gestione centralizzata risponde esattamente a queste esigenze, ed è il tassello che l’azienda intende far pagare con una formula annuale per ciascuna GPU.

Fonte: TecnoAndroid

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