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NVIDIA e l’energia delle onde: l’AI aiuta Eco Wave Power

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NVIDIA guarda al mare per trovare nuova energia per l’intelligenza artificiale, e lo fa partendo da un’idea che a prima vista ha quasi il sapore del paradosso. Più l’AI diventa capace, più ha bisogno di elettricità per crescere e per stare dietro a richieste che aumentano senza sosta. Eppure proprio quelle stesse capacità potrebbero trasformarsi in uno strumento prezioso per scoprire nuovi modi di produrla. Il ragionamento regge, ed è da qui che nasce l’interesse dell’azienda per il moto ondoso come fonte da cui attingere.

La logica è piuttosto lineare. L’intelligenza artificiale divora risorse, i data center che la fanno funzionare chiedono quantità di energia sempre più importanti e trovare alternative pulite diventa una questione tutt’altro che secondaria. NVIDIA ha quindi deciso che era arrivato il momento di esplorare strade diverse, mettendo in campo le migliori risorse a disposizione. Una di queste, appunto, arriva direttamente dalle onde.

Perché l’energia delle onde è così difficile da prevedere

L’idea di sfruttare il movimento continuo del mare per generare elettricità pulita non è certo nuova. Ci si è già provato più volte e altri progetti lo dimostrano bene, perché l’energia ricavata in questo modo si rivela molto meno prevedibile di quanto si potrebbe immaginare. Le onde non sono mai uguali a sé stesse. Cambiano di continuo in altezza, frequenza e intensità, e ognuna di queste variazioni incide sulla quantità di energia che un impianto riesce davvero a catturare.

Il nodo, a conti fatti, sta tutto qui. Stimare con precisione quanta corrente una struttura sarà in grado di produrre diventa complicato quando la materia prima si comporta in modo così mutevole. Un giorno il mare può essere generoso, quello dopo molto meno, e tra un’onda e l’altra le differenze possono essere tutt’altro che trascurabili. Per chi progetta un impianto del genere questa incertezza pesa parecchio, perché rende difficile capire in anticipo quale sarà il rendimento reale della fonte rinnovabile. Ed è proprio su questo terreno che la potenza di calcolo può fare la differenza, visto che gestire un numero enorme di variabili è esattamente il tipo di lavoro in cui l’AI dà il meglio.

Il progetto di Eco Wave Power con le tecnologie NVIDIA

A muoversi concretamente su questo fronte è Eco Wave Power, società israeliana specializzata nello sfruttamento dell’energia marina. L’azienda ha completato la prima fase di un progetto portato avanti insieme alla tedesca AI Engineering GmbH, costruito sulle tecnologie messe a disposizione da NVIDIA. Una collaborazione a tre che unisce chi conosce il mare, chi lavora sull’ingegneria applicata all’intelligenza artificiale e chi fornisce gli strumenti di calcolo necessari.

Il punto di partenza scelto non è stato il mare aperto ma la simulazione. Prima ancora di confrontarsi con le onde vere, il lavoro si è concentrato sulla fase simulativa, il passaggio più naturale quando si ha a che fare con un fenomeno così irregolare e difficile da inquadrare. Con questa prima tappa ormai conclusa, Eco Wave Power e AI Engineering GmbH hanno posato le fondamenta del progetto proprio a partire dai modelli virtuali sviluppati con le soluzioni di NVIDIA.

Fonte: TecnoAndroid

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