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NVIDIA e Hugging Face, l’antitrust USA indaga sull’acquisizione

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Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha aperto un’indagine su NVIDIA per l’acquisizione di Hugging Face, la piattaforma che ospita oltre 3 milioni di modelli di intelligenza artificiale ed è usata da una vasta comunità di sviluppatori sparsi in tutto il mondo. Il procedimento ha uno scopo preciso: capire se l’operazione possa ostacolare la concorrenza nel mercato dell’AI, un terreno dove il colosso dei chip ha già un peso enorme. Non si tratta quindi di un semplice controllo formale ma di un esame approfondito sugli effetti che l’accordo potrebbe avere sull’intero settore.

Un affare da quasi 11 miliardi di euro sotto la lente dell’antitrust

Sul piatto ci sono cifre importanti. NVIDIA è pronta a spendere circa 11 miliardi di euro per mettere le mani su Hugging Face, e la chiusura dell’operazione è prevista entro la prima metà del 2027. Prima però servirà il via libera delle autorità antitrust, e tra queste c’è proprio il Dipartimento di Giustizia, che negli Stati Uniti si divide i casi di questo tipo con la Federal Trade Commission. L’attenzione degli ispettori federali si concentra sull’impatto che l’accordo potrebbe avere sul mercato dell’intelligenza artificiale.

Il motivo di tanta cautela è abbastanza evidente. L’azienda guidata da Jensen Huang detiene di fatto il monopolio delle GPU per server dedicati all’AI. Esistono alternative, certo, perché AMD, Amazon, Microsoft, Meta e Google sviluppano soluzioni proprie, ma i chip del gruppo californiano continuano a non avere veri rivali. In questo scenario il governo statunitense vuole esaminare nel dettaglio l’intesa per verificare se possano nascere limitazioni nell’accesso ai modelli ospitati su Hugging Face, che viene considerata un punto di distribuzione fondamentale per chi sviluppa progetti basati sull’intelligenza artificiale. Il timore, in pratica, è che il controllo dell’hardware e quello di una piattaforma così centrale finiscano nelle stesse mani con conseguenze sulla libertà degli sviluppatori.

Le promesse di NVIDIA e il nodo politico

Né NVIDIA né Hugging Face hanno commentato la notizia. Un portavoce del Dipartimento di Giustizia si è limitato a una dichiarazione generica, senza citare direttamente l’acquisizione: “Possiamo affermare che questo Dipartimento di Giustizia, sotto la guida del Presidente Trump, continuerà a dare priorità allo sviluppo della superintelligenza, a beneficio del popolo americano”. Parole che non chiariscono molto sull’esito dell’indagine ma che danno un’idea della linea dell’amministrazione. Dal canto suo il produttore di chip aveva già messo le mani avanti al momento dell’annuncio. NVIDIA si è impegnata a rafforzare l’infrastruttura di Hugging Face e ad ampliare l’accesso ai modelli AI per sviluppatori e istituzioni di ogni parte del mondo. Jensen Huang in persona ha garantito che il servizio resterà una piattaforma open a disposizione dell’intero ecosistema dell’intelligenza artificiale, senza chiusure o corsie preferenziali.

Questa non è comunque l’unica verifica in corso sul gruppo. Il Dipartimento di Giustizia ha avviato indagini anche sull’accordo con Groq e sull’acquisizione di Run:ai, segno che le mosse dell’azienda nel settore vengono seguite con particolare attenzione. Considerato lo stretto rapporto tra Jensen Huang e Donald Trump, il colosso dei semiconduttori non dovrebbe correre grandi rischi. C’è però un dettaglio da non sottovalutare: procedimenti di questo genere durano spesso diversi anni e potrebbero quindi proseguire oppure venire interrotti quando alla Casa Bianca arriverà un Presidente dello schieramento opposto.

Fonte: TecnoAndroid

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