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Novità emersa sulla realizzazione di impianti in vetro
Il nuovo gel può essere modellato con precisione tramite stampa 3D e consolidato con un trattamento termico relativamente basso, attorno ai 700 °C. Ovvero molto meno delle temperature tradizionali richieste per il vetro. Rispetto alle tecniche convenzionali, che spesso richiedono additivi tossici o plasticizzanti organici, il nuovo approccio utilizza gel colloidali auto-riparanti, che mantengono la forma e le proprietà bio-attive senza compromettere la sicurezza.
Nei test comparativi, il bio-vetro ha mostrato un comportamento sorprendente. Anche se non accelera la crescita ossea nelle prime fasi quanto i materiali già presenti sul mercato, a lungo termine ha favorito una maggiore adesione delle cellule ossee. Dimostrando una durabilità superiore. Il vetro tradizionale, al contrario, ha evidenziato scarsa interazione biologica.
Riguardo il lato meccanico, le strutture stampate raggiungono un modulo di compressione adatto a impalcature temporanee per interventi ortopedici, e la capacità di “auto-guarigione” durante la stampa garantisce forme precise e stabili. Ciò significa che è possibile creare impianti personalizzati, adattati alle esigenze specifiche dei pazienti, con costi più contenuti e processi più sicuri. Oltre alla medicina, la tecnica potrebbe avere applicazioni anche in altri ambiti. Come l’ingegneria meccanica o la produzione di componenti per l’energia, aprendo la strada a un uso più sostenibile del vetro.
Fonte: TecnoAndroid








