L’intelligenza artificiale ha ormai raggiunto un punto in cui ricreare un attore, la sua voce e persino le sue movenze non è più fantascienza, e Netflix ha deciso di spingersi proprio in questa direzione riportando in vita la voce di Gene Wilder. La piattaforma la utilizzerà nel nuovo reality dedicato al mondo di Willy Wonka, e come spesso accade quando si tocca questo tema, il dibattito si è acceso in fretta.
Il punto è che quando si parla di persone ancora in vita, dietro l’angolo ci sono sempre questioni legali complicate, e le tante diatribe viste negli ultimi tempi lo confermano. Poi però esiste anche chi ha scelto di cavalcare queste tecnologie invece di combatterle. I Kiss sono l’esempio più evidente. La celebre rock band ha dato il via libera alla creazione dei propri avatar digitali, che nei prossimi anni saranno protagonisti di spettacoli e iniziative, di fatto rendendo il gruppo immortale.
La novità più recente riguarda proprio Netflix, che ha deciso di riaprire le porte della fabbrica di cioccolato. Solo che stavolta la vera sorpresa non arriva dai dolci. Nel reality intitolato Wonka’s The Golden Ticket, la piattaforma userà una versione ricreata con AI della voce di Gene Wilder, il compianto attore che nel 1971 regalò al personaggio una delle interpretazioni più amate di sempre. Da una parte c’è quel richiamo alla nostalgia che Netflix ha voluto fortemente, dall’altra è chiaro che una scelta del genere finirà per alimentare le discussioni su quanto l’intrattenimento stia allargando i propri confini.
Come funziona il reality e chi ha dato il consenso
Il programma sarà costruito attorno a sfide ispirate a Charlie e la fabbrica di cioccolato di Roald Dahl e al film Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato. Da quanto è emerso, i concorrenti si troveranno immersi in un universo costruito intorno alla fabbrica, tra prove creative, giochi e atmosfere pensate per riportare a galla l’immaginario del racconto originale.
Per riprodurre la voce di Wilder, Netflix ha collaborato con una delle realtà più avanzate in questo settore, cioè ElevenLabs. Si tratta di una società specializzata da tempo nelle voci sintetiche generate tramite AI, con un catalogo davvero ampio che moltissimi creator sfruttano per i loro contenuti.
Un dettaglio importante riguarda i permessi. Il progetto è stato sviluppato con il consenso dell’Estate di Gene Wilder e con l’approvazione della moglie dell’attore, Karen B. Wilder. Questo significa che nessuna paternità digitale è stata aggirata e che non si prospetta alcun processo. Resta però una domanda che continua a girare in testa a molti, e cioè se una scelta simile fosse davvero necessaria.
È un tema che divide parecchio e che tocca corde molto personali. C’è chi ritiene che ci si debba semplicemente abituare a utilizzi di questo tipo dell’AI, e chi invece pensa che si stia superando un confine etico difficile da giustificare. Il reality dedicato a Willy Wonka, in ogni caso, porterà di nuovo la voce di Gene Wilder davanti al pubblico, con tutto il carico di emozioni e polemiche che questo comporta.