Netflix scommette di nuovo sul gaming e lo fa con Unhinged, una nuova avventura horror che mescola smartphone e televisore per trascinare chi gioca dentro una storia parecchio inquietante. Dietro al progetto c’è Night School Studio, lo stesso team che ha firmato la serie Oxenfree, e già questo dovrebbe far rizzare le antenne a chi mastica un po’ di videogiochi narrativi. L’esperienza arriva per tutti gli abbonati a partire dal 30 giugno e può contare su un cast niente male. Ci sono Zoe Kravitz, Sadie Sink e Troy Baker, nomi che pesano e che danno l’idea di quanto la piattaforma voglia rilanciare la sua divisione dedicata ai giochi. Non è roba buttata lì tanto per riempire un catalogo, insomma.
Come funziona Unhinged e perché lo smartphone diventa protagonista
La trovata più curiosa riguarda proprio l’uso del telefono. Quando un personaggio chiama dentro la storia, lo smartphone squilla davvero. E quando la protagonista si ritrova a esplorare ambienti immersi nel buio, tocca a chi gioca usare il dispositivo come una torcia per illuminare l’oscurità. Un piccolo gioco di prestigio che sposta il confine tra schermo e mano di chi tiene il telefono. La storia segue Ava, interpretata da Zoe Kravitz, che si ritrova intrappolata dentro un palazzo e chiede aiuto all’amica Claire, a cui presta il volto Sadie Sink. Peccato che la fuga non sia per niente semplice. Ava capisce in fretta che dovrà affrontare situazioni davvero pericolose se vuole uscirne viva.
Un film interattivo più che un horror tradizionale
Reduci dal successo di Oxenfree 2: Lost Signals, i ragazzi di Night School Studio hanno cercato qualcosa di diverso dal solito. Sean Krankel, fondatore del team, lo ha messo giù con ironia. “Non stiamo cercando di sfidare Resident Evil”, ha detto. “È più un approccio del tipo: voglio giocare una storia.”
Le radici del progetto, a sentire chi lo ha costruito, affondano in tempi non sospetti. “Abbiamo studiato molto Wii e Nintendo DS, sono console con cui sono cresciuto e credo che quell’attenzione verso forme di gioco innovative sia stata il punto di partenza”, ha spiegato il game director Sam Warner. E qui sta il cuore della faccenda. Invece di forzare comandi pensati per gamepad e pulsanti dentro uno schermo touch, cosa che raramente funziona davvero, il team ha preferito ripartire da zero. “Progettiamo qualcosa di completamente nuovo che faccia sembrare lo smartphone magico e sorprendente”, ha aggiunto Warner.
Sulla durata nessun mistero. Unhinged è breve ma, parole di Krankel, offre tantissime occasioni per fallire. “È volutamente compatto, proprio come un episodio di una serie televisiva. Potete completarlo in una sera e pensare: ma che diavolo è successo? È stato pazzesco, giochiamolo di nuovo.” Un’esperienza fatta apposta per essere consumata in una serata e poi, magari, ripresa subito da capo.