Netflix ha deciso di cambiare le carte in tavola con la sua divisione cinema, e il segnale arriva forte e chiaro: niente più collaborazioni con i registi che pretendono l’uscita nelle sale prima dello sbarco in streaming. A spiegarlo è stato Dan Lin, presidente della divisione Netflix Films, in un’intervista al New York Times, dove ha messo nero su bianco la nuova rotta della piattaforma. Parole nette, che lasciano poco spazio all’interpretazione.
“C’è un gruppo di filmmaker che ancora vuole l’uscita nelle sale. Abbiamo accettato che quelli sono i filmmaker con cui non lavoreremo”, ha detto Lin. Una frase che chiude un capitolo durato anni, quello in cui lo streaming cercava di tirare dalla sua parte i grandi nomi del cinema offrendo loro un passaggio limitato in sala prima del debutto digitale. Quel passaggio non era un dettaglio da poco: garantiva ai film la possibilità di concorrere ai premi più prestigiosi, gli Oscar in testa.
Chi è Dan Lin e perché Netflix ha cambiato strategia
Lin non è un nome qualunque. Ha alle spalle una carriera da produttore su titoli molto popolari come Sherlock Holmes di Guy Ritchie, The Lego Movie, il remake di It e i live-action di Aladdin e Lilo & Stitch. È arrivato in Netflix nell’aprile 2024, chiamato proprio per imprimere una direzione diversa. Il suo predecessore, Scott Stuber, proveniva da Universal ed era stato ingaggiato nel 2017, in un momento completamente diverso per l’azienda.
All’epoca Netflix doveva ancora affermarsi nella cosiddetta streaming war e per farlo aveva corteggiato i pezzi grossi di Hollywood. Da Martin Scorsese a Guillermo del Toro, passando per Alfonso Cuarón e Jane Campion: a tutti veniva promessa libertà creativa, budget praticamente senza limiti e, soprattutto, il rispetto per l’esperienza del cinema nelle sale. Era la condizione per non far storcere il naso ai registi più legati alla settima arte nel suo senso più tradizionale.
La priorità adesso è il digitale, ma con qualche eccezione
Il contesto, però, è cambiato parecchio. Netflix è uscita vincitrice dalla sfida con le altre piattaforme e ora vuole rimarcare la propria identità, quella che mette al primo posto l’uscita in streaming. Lin punta a film magari di scala media, ma con l’ambizione di eccellere nei singoli generi. Lo dimostrano i successi recenti come Apex con Charlize Theron sul fronte action e Creature luminose con Sally Field nel campo dei drammi sentimentali.
“Poiché ho una così grande offerta, il mio lavoro è differente dai presidenti degli altri studio“, ha spiegato Lin. “Non posso imporre il mio gusto, il mio modo di fare film. Ma posso imporre un modo in cui voglio lavorare coi filmmaker, fare cioè i film migliori in ogni specifico genere, focalizzandomi su varietà e qualità e rendendo Netflix il miglior posto di lavoro per i filmmaker”.
La direzione, insomma, è verso una grande offerta di titoli popolari, piuttosto che la rincorsa al grande film d’autore in stile hollywoodiano con l’obiettivo di portarsi a casa una statuetta. Detto questo, le eccezioni restano sul tavolo. Uno dei prossimi titoli di punta della piattaforma, Narnia: Il nipote del mago di Greta Gerwig, arriverà nelle sale degli Stati Uniti il prossimo febbraio, addirittura come primo film Netflix a ricevere una wide release invece di una limited release, quindi proiettato in un numero molto ampio di sale, prima di approdare in streaming ad aprile.