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Dalla Cina arriva Neo1, un robot gigante alto 4 metri e capace di sollevare fino a 500 chili, e già questi due numeri bastano a far capire che non si tratta del classico umanoide pensato per muoversi tra le mura di casa. La sua comparsa offre un anticipo piuttosto concreto di quello che potrebbe diventare il futuro della robotica, almeno secondo una certa scuola di pensiero. Un futuro che, a guardarlo bene, somiglia molto più all’immaginario di Transformers che a quello dei piccoli assistenti meccanici visti tante volte nei film.
Il dettaglio più curioso però non riguarda soltanto la stazza di Neo1. Riguarda il modo in cui questa macchina si inserisce in un confronto sempre più evidente tra due approcci molto diversi allo sviluppo dei robot, con da una parte gli Stati Uniti e dall’altra la Cina. Due strade che partono da un’idea comune, cioè costruire macchine utili e capaci, ma che arrivano a risultati quasi opposti.
Due visioni opposte della robotica
Sul fronte americano c’è Tesla, che a quanto pare sta puntando con decisione su una robotica a misura d’uomo. L’obiettivo è realizzare macchine umanoidi che riprendano proporzioni e struttura del corpo umano, con tutto quello che ne consegue. Perché copiare la nostra costituzione significa ereditarne i pregi, certo, ma anche i difetti. Un robot di questo tipo nasce con dimensioni simili a quelle di una persona e porta con sé limiti fisici molto simili a quelli che ognuno conosce bene. È una scelta che ha una sua logica precisa, ovviamente. Un umanoide di taglia “normale” si inserisce in un ambiente progettato per le persone senza troppi stravolgimenti. Il rovescio della medaglia è che le sue capacità restano in qualche modo legate a quelle di un corpo umano, con una forza e un ingombro che non si discostano troppo dal modello di partenza.
La Cina invece sembra aver imboccato una direzione diametralmente opposta. Niente imitazione fedele delle proporzioni umane, almeno non nel senso delle dimensioni. L’attenzione si sposta su veri e propri colossi, macchine enormi pensate per fare quello che un essere umano da solo non potrebbe mai fare, a cominciare dal sollevare carichi pesantissimi.
Neo1 e la scommessa cinese sui robot colossali
In questo quadro Neo1 rappresenta un esempio perfetto della visione cinese. Con i suoi 4 metri di altezza è un gigante a tutti gli effetti, lontanissimo dall’idea di robot da affiancare a una persona in un ufficio o in salotto. La sua forza è in proporzione alla sua statura e la capacità di sollevare 500 chili lo colloca in una categoria completamente diversa rispetto agli umanoidi a misura d’uomo su cui lavora Tesla.
Ed è proprio qui che il paragone con Transformers smette di essere solo una battuta. L’immagine di una macchina alta quanto un piano di un edificio e in grado di spostare pesi del genere richiama inevitabilmente quei robot giganteschi che per anni sono rimasti confinati nella fantascienza. Con Neo1 quell’immaginario prende una forma decisamente più reale, almeno nelle intenzioni di chi lo ha progettato. Il confronto tra i due modelli di sviluppo resta quindi aperto e piuttosto netto. Da un lato ci sono umanoidi con pregi e difetti della costituzione umana, dall’altro colossi costruiti per la forza bruta. Neo1 appartiene senza dubbio al secondo gruppo, con un’altezza di 4 metri e una capacità di sollevamento che arriva a 500 chili.
Fonte: TecnoAndroid


