In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni
L’archiviazione su nastro magnetico potrebbe tornare a essere una scelta sensata anche fuori dai grandi datacenter, e il motivo ha poco a che vedere con la nostalgia. La corsa globale all’intelligenza artificiale ha scatenato una crisi dei chip di memoria particolarmente seria, che sta spingendo verso l’alto in modo sproporzionato i prezzi degli SSD e, a cascata, anche quelli degli HDD. Proprio i dischi meccanici, del resto, erano tornati nel mirino di molti utenti privati e professionisti come alternativa più abbordabile, ma ora anche quella strada sembra farsi sempre più cara.
Per anni il mercato ha seguito alcune regole considerate quasi intoccabili. La più nota diceva che il costo per terabyte sarebbe sceso con il passare del tempo, in modo lento ma costante. Oggi quella certezza non regge più. E chi preferisce gestire i propri dati su un server personale, senza appoggiarsi alle piattaforme cloud di colossi come Google o Amazon, si trova davanti alla necessità concreta di trovare una soluzione meno onerosa. Più i mesi passano, più la pista del nastro torna a sembrare ragionevole.
Una tecnologia data per superata che torna a convenire
Va detto con chiarezza che il nastro magnetico viene considerato una tecnologia ormai superata. Eppure fino a qualche anno fa era abbastanza diffuso nei datacenter e nelle aziende di medie e grandi dimensioni, soprattutto per quello che in gergo si chiama storage freddo. Si tratta in pratica di un tipo di archiviazione pensato per conservare informazioni a cui non si ha intenzione di accedere troppo spesso, come archivi storici o copie di sicurezza da tenere al riparo.
Il punto è che, in questo periodo, il vantaggio economico sta diventando così marcato da risultare difficile da ignorare. Negli Stati Uniti il prezzo per terabyte dello spazio su disco rigido non scende sotto i 22 euro circa, e questo vale anche per le unità di grande capienza, quelle oltre i 12 TB, che di solito offrono il rapporto migliore. Nemmeno il mercato dell’usato aiuta più di tanto. Il risparmio resta modesto e in cambio bisogna accettare rischi piuttosto seri sulla longevità dei dischi e sull’affidabilità dei dati che vi vengono conservati.
Quanto costa davvero un terabyte su nastro
Con le unità a nastro lo scenario cambia parecchio. Il costo si aggira senza troppa fatica attorno ai 5 euro scarsi per terabyte, una cifra che fa sembrare quasi fuori scala quella dei dischi tradizionali. E il divario si allarga ulteriormente guardando al mercato di seconda mano, che in questo settore è ricchissimo di offerta e povero di domanda. Un appassionato ha raccontato di aver comprato un lotto di 10 cassette arrivando a spendere in tutto poco meno di 2 euro per terabyte.
Numeri del genere potrebbero far pensare che basti riempire il carrello di cassette usate su eBay per risolvere ogni problema di spazio. Le cose, però, non stanno esattamente così. Esistono infatti alcuni costi aggiuntivi da mettere in conto, e possono essere tali da annullare del tutto la convenienza dell’operazione.
Fonte: TecnoAndroid


