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NASA, le batterie per il gelo lunare superano i primi test

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La NASA sta lavorando a nuove batterie per il gelo lunare, pensate per sopravvivere alle condizioni estreme del Polo Sud della Luna. Il motivo è molto concreto: le tradizionali batterie al litio rischiano di rompersi quando le temperature scendono ai livelli che caratterizzano quella regione. Per questo è nato il progetto SPEARS, che punta a costruire un’alternativa affidabile da affiancare al programma Artemis. E i primi risultati sembrano incoraggianti, visto che dall’agenzia arriva un messaggio piuttosto chiaro: «Abbiamo dimostrato che resistono».

Il freddo, un nemico che tutti conoscono

Per capire il problema non serve una laurea in ingegneria aerospaziale. Basta pensare a una scena familiare a molti, quella di chi prova a mettere in moto l’auto in una mattina gelida d’inverno. Il motore fatica, la batteria sembra non avere abbastanza energia e a volte l’unica soluzione è chiamare qualcuno con i cavi. Il freddo, insomma, mette a dura prova gli accumulatori anche sulla Terra, dove le temperature restano tutto sommato gestibili.

Sulla Luna lo scenario cambia completamente. L’ambiente lunare è molto più estremo di qualsiasi inverno terrestre, e il Polo Sud in particolare rappresenta una delle zone più ostili in cui si possa pensare di portare strumenti e tecnologie. Qui le comuni batterie al litio, le stesse che alimentano smartphone, computer portatili e auto elettriche, non offrono garanzie sufficienti. Il rischio non è soltanto un calo delle prestazioni ma una vera e propria rottura, che per una missione spaziale equivarrebbe a perdere una fonte di energia fondamentale.

SPEARS e i test al Langley Research Center

È proprio da questa esigenza che prende forma il progetto SPEARS. L’obiettivo è preparare una soluzione alternativa che possa funzionare dove le batterie tradizionali rischiano di cedere, in vista delle future attività previste dal programma Artemis nella regione polare meridionale del nostro satellite. Non si tratta di un esercizio teorico: la NASA ha già realizzato i primi prototipi e li ha sottoposti a una serie di prove.

I test si sono svolti al Langley Research Center, la struttura dell’agenzia spaziale statunitense che si trova in Virginia. È lì che le nuove batterie hanno affrontato le prime verifiche, con l’intento di capire se fossero davvero in grado di sopportare condizioni paragonabili a quelle del gelo lunare. La risposta, almeno in questa fase iniziale, è stata positiva, tanto da spingere i responsabili a dichiarare di aver dimostrato la loro resistenza.

Il lavoro sulle batterie per il Polo Sud lunare si inserisce quindi in un percorso più ampio, quello che accompagna il ritorno dell’uomo sulla Luna. Ogni componente destinato a operare in quell’area deve essere progettato tenendo conto di condizioni ambientali che non hanno equivalenti sulla Terra, e l’energia è uno degli aspetti più delicati. Senza accumulatori affidabili diventa difficile alimentare strumenti, apparecchiature e sistemi che dovranno lavorare a lungo in un luogo così inospitale. Con SPEARS la NASA prova a dare una risposta concreta a questo problema. I primi prototipi hanno superato le verifiche condotte al Langley Research Center in Virginia, e il progetto prosegue con l’obiettivo di fornire al programma Artemis una fonte di energia capace di resistere al freddo del Polo Sud lunare, là dove le batterie al litio rischiano di fermarsi.

Fonte: TecnoAndroid

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